Trump difende Infantino nella bufera FIFA: "Sostituirlo sarebbe un terribile errore"
Donald Trump interviene in difesa di Gianni Infantino dopo l'attacco di UEFA, AFC e Concacaf: il presidente USA elogia il successo del Mondiale e gela i critici.

Donald Trump e Gianni Infantino (ShutterStock)
La crisi istituzionale che sta travolgendo i vertici del calcio internazionale ha valicato i confini dello sport ed è arrivata direttamente alla Casa Bianca. Di fronte alle crescenti pressioni che chiedono le dimissioni di Gianni Infantino dalla presidenza della FIFA, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sceso ufficialmente in campo per difendere l'operato del dirigente italo-svizzero, cercando di disinnescare la manovra politica messa in atto dai vertici delle principali confederazioni mondiali.
Il messaggio su Truth Social e l'attacco delle confederazioni
Lo scontro è precipitato a seguito del comunicato congiunto firmato da UEFA, AFC e Concacaf, le quali hanno accusato Infantino di aver tradito la fiducia delle istituzioni presentando un controverso piano di ristrutturazione del calendario dei Mondiali senza il dovuto avallo formale. Nonostante il dietrofront del numero uno di Zurigo, i tre organismi ne hanno chiesto a gran voce l'uscita di scena. La risposta di Trump è arrivata a stretto giro sul proprio social Truth Social: "La FIFA commetterebbe un terribile errore se pensasse di sostituire Gianni Infantino. Ha guidato il Mondiale più redditizio e di successo della storia: senza di lui l'organismo non raggiungerà mai più certi livelli".
Un'alleanza stretta tra diplomazia e calcio
Il pubblico sostegno espresso dal presidente americano affonda le sue radici nella solida intesa creata durante la preparazione e lo svolgimento dei Mondiali 2026, organizzati congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada. Nel corso degli ultimi anni, i due leader hanno mostrato una forte vicinanza simbolica, suggellata dalla consegna a Trump del primo "Premio FIFA per la Pace" e dalla sua partecipazione d'onore durante la finale della competizione. Nonostante qualche isolata divergenza emersa in passato sul caro-biglietti del torneo, la Casa Bianca ha scelto di schierarsi apertamente al fianco di Infantino nel momento di massima fragilità della sua gestione.