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Terremoto Portogallo: la verità di Ronaldo tra promesse infrante e scuse ai tifosi

Cristiano Ronaldo accusa il CT Jorge Jesus di aver infranto la parola data: in una nota da 1.740 parole, il fuoriclasse spiega l'addio al ritiro del Portogallo e chiede scusa a squadra e tifosi.

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Cristiano Ronaldo (Shutterstock)

Non si placa la bufera attorno alla nazionale del Portogallo. Con una clamorosa e dettagliatissima nota di ben 1.740 parole diffusa sui propri canali ufficiali e ai media lusitani, Cristiano Ronaldo ha attaccato duramente il commissario tecnico Jorge Jesus, accusandolo di avergli bugiardamente mancato di rispetto e di aver infranto un patto d'onore. L'attaccante quarantunenne ha così voluto fare chiarezza sull'improvviso e discusso addio al ritiro della squadra durante il ciclo di gare di Nations League, scusandosi ufficialmente con i compagni e con i sostenitori per le modalità della sua partenza.

La ricostruzione dello strappo e la promessa mancata

Nel suo lungo comunicato, Ronaldo ha spiegato come il piano di gestione atletica concordato in estate con il tecnico prevedesse la sua impiego nella prima e nella quarta partita del raggruppamento. Tuttavia, alla vigilia del match contro la Norvegia, Jorge Jesus gli avrebbe chiesto la disponibilità per giocare 30 minuti, trovando l'ok dell'attaccante. Il mancato ingresso in campo e il successivo riscaldamento senza minutaggio hanno incrinato il rapporto. Nonostante un incontro chiarificatore di 48 ore dopo — condito da un abbraccio e da un documento concordato che l'allenatore avrebbe dovuto leggere in conferenza stampa — Jesus ha poi assunto un atteggiamento aggressivo davanti ai giornalisti, spingendo il capitano ad abbandonare definitivamente il ritiro.

Scuse ufficiali, sanzioni e la rinuncia al ritiro immediato

Pur difendendo le proprie ragioni morali, Ronaldo ha fatto autocritica per non aver salutato i tifosi al termine della gara e per le modalità con cui ha lasciato la Seleção: "Chiedo scusa al popolo portoghese e ai compagni. Questo mio gesto deve essere valutato e punito dalla Federazione e accetterò ogni sanzione". Il fuoriclasse ha rivelato di aver anche abbozzato una lettera di addio alla nazionale, ritirata solo dopo un colloquio in volo con il presidente della FPF Pedro Proença. Ronaldo ha ribadito di non voler chiudere la carriera internazionale con la rabbia, promettendo ai suoi sostenitori "una o più gare di addio" quando le acque si saranno calmate.

Il contrasto con l'addio di Lionel Messi

L'esplosiva presa di posizione di CR7 arriva paradossalmente nelle stesse ore in cui il suo eterno rivale, Lionel Messi, saluta la nazionale argentina a Buenos Aires al termine di un percorso celebrativo e privo di frizioni. Per la leggenda portoghese, il finale di partita con la maglia del proprio Paese si trasforma invece in uno scontro frontale che rischia di compromettere la percezione pubblica di oltre vent'anni di trionfi e record straordinari.