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Lamine Yamal senza filtri sul Pallone d'Oro: "Pochi giocano e fanno divertire come me"

Lamine Yamal torna a parlare delle sue chance per il Pallone d'Oro. Il talento del Barça rivendica la sua sincerità e la propria filosofia di gioco.

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Lamine Yamal, stella del Barcellona e della Nazionale spagnola (Shutterstock)

In un'intervista rilasciata ai microfoni di Teledeporte, Lamine Yamal torna a far discutere affrontando senza mezzi termini il tema del Pallone d'Oro. Il giovane talento del Barcellona e della nazionale spagnola ha ribadito di sentirsi pienamente in corsa per il prestigioso riconoscimento individuale, sottolineando come l'imminente appuntamento mondiale possa rappresentare il fattore determinante rispetto alla passata stagione, chiusa al secondo posto alle spalle di Ousmane Dembélé.

Il fattore Mondiale e la serenità sulle proprie prestazioni

Consapevole della forza del percorso compiuto nell'ultimo anno, Yamal guarda alle proprie possibilità con grande ottimismo: «Ho più chance rispetto allo scorso anno. Allora mi è mancata la Champions League, vinta dal PSG, ma questa volta c'è il Mondiale di mezzo». L'esterno blaugrana riconosce che l'esito finale non dipende unicamente da lui, ma si dice estremamente soddisfatto del livello espresso in campo: «Le opportunità ci sono, le prestazioni anche. Quello che dovevo fare l'ho fatto e sono tranquillo con me stesso».

Uno stile unico ispirato a Neymar

Oltre ai numeri e ai trofei, l'attaccante rivendica l'impatto e il valore estetico del proprio calcio come criterio fondamentale per l'assegnazione del premio. «Nel calcio europeo ci sono pochissimi giocatori che giocano come me e che riescono a far divertire la gente in questo modo. Il mio punto di riferimento è sempre stato Neymar proprio per questo motivo. Il Pallone d'Oro dovrebbe premiare chi sa stare un gradino sopra agli altri per spettacolarità», ha spiegato con grande sicurezza.

Sincerità, critiche e il sostegno a Cubarsí

Le esternazioni di Lamine Yamal finiscono spesso al centro del dibattito mediatico, ma il classe 2007 non ha alcuna intenzione di modificare la sua comunicazione: «La gente chiede sempre ai calciatori di essere sinceri, ma quando diciamo quello che pensiamo davvero, si chiedono come possiamo esternare certi concetti. Non cambierò il mio modo di essere fino a quando non mi ritirerò». Infine, parlando del riconoscimento riservato al miglior giovane, l'esterno non ha avuto dubbi sul nome del destinatario: «Darei il Pallone d'Oro dei giovani al mio compagno Pau Cubarsí».