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Inghilterra, Gordon lancia l’allarme: “Non siamo la Spagna, e forse non lo saremo mai”

Anthony Gordon invita l’Inghilterra a non imitare la Spagna: secondo l’attaccante, i Three Lions devono puntare sulle proprie caratteristiche in vista di Euro 2028

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Anthony Gordon - Shutterstock

L’Inghilterra deve trovare la propria strada senza cercare di imitare la Spagna. È questo il pensiero di Anthony Gordon, che dopo l’esperienza al Barcellona ha maturato una convinzione precisa: i Three Lions non possiedono le stesse caratteristiche della nazionale spagnola e non dovrebbero provare a replicarne il modo di giocare.

Il dibattito sullo stile dell’Inghilterra è tornato d’attualità dopo il terzo posto ai Mondiali e la semifinale persa contro l’Argentina. Anche Thomas Tuchel ha sottolineato la necessità di “abbracciare il caos” in vista di Euro 2028, mentre Gordon invita a puntare maggiormente sulle qualità tipiche del calcio inglese.

Gordon: “Perché rendere i nostri giocatori uguali agli spagnoli?”

Il 25enne, passato dal Newcastle al Barcellona in un’operazione che può arrivare fino a 80 milioni di euro, ha spiegato quanto sia diverso il modo di interpretare il possesso palla in Spagna rispetto a quello a cui era abituato in Inghilterra.

“L’Inghilterra, come nazione, non ha la stessa forza degli spagnoli, non riesce a controllare le partite come fanno loro. Non è nel nostro DNA”.

Secondo Gordon, non è detto che determinate caratteristiche possano essere semplicemente insegnate: “Non sono sicuro che sia qualcosa che si possa insegnare, perché ora che gioco in Spagna posso parlare con cognizione di causa del modo in cui gestiscono il possesso palla. È molto diverso da come l’ho sempre visto fare in questo paese”.

Da qui la sua proposta: valorizzare ciò che rende l’Inghilterra diversa dalla Spagna. “Possiamo sicuramente migliorare o magari andare nella direzione opposta e giocare sfruttando i nostri punti di forza, cioè un gioco fisico, diretto e in contropiede. Non esiste un modo perfetto per vincere una partita di calcio”.

“Abbiamo qualità diverse, perché dovremmo imitarli?”

Gordon insiste proprio sulla necessità di non cercare una copia del modello spagnolo. I giocatori inglesi, secondo l’attaccante, possono avere un livello tecnico comparabile, ma caratteristiche differenti.

“Ho la sensazione che stiamo cercando di replicarla. So che abbiamo giocatori altrettanto bravi, ma con qualità diverse. Quindi perché cercare di renderli uguali ai giocatori spagnoli? Ai giocatori spagnoli mancano le qualità che abbiamo noi, e viceversa”.

Un concetto che l’attaccante del Barcellona considera centrale per costruire un’identità riconoscibile e sfruttare al meglio le caratteristiche della rosa inglese.

“Dobbiamo smettere di guardare altrove”

Gordon precisa di non voler entrare nelle scelte tattiche di Tuchel, ricordando di non essere lui a decidere come deve giocare la nazionale. Il suo discorso riguarda piuttosto l’identità calcistica dell’intero Paese.

“Non voglio parlare perché non sono l’allenatore, quindi non posso controllare le tattiche o il modo in cui giochiamo, ma penso che come nazione dobbiamo smettere di guardare altrove e forse essere orgogliosi di chi siamo, di cosa siamo, di ciò che abbiamo”.

Il messaggio dell’attaccante è quindi chiaro: l’Inghilterra dovrebbe smettere di confrontarsi continuamente con le altre grandi nazionali e costruire il proprio calcio partendo dalle caratteristiche dei suoi giocatori.

“Non siamo spagnoli o francesi o altre nazioni che hanno avuto successo”, ha aggiunto Gordon. In vista di Euro 2028, il dibattito sull’identità dei Three Lions è dunque destinato a proseguire.