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Il modello Como e il "metodo Fabregas": così la dirigenza analizza le partite in tempo reale

Analisi del modello tattico del Como di Cesc Fabregas: la sinergia con la proprietà, la flessibilità di gioco e il ruolo chiave dei dati e della tecnica.

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Cesc Fabregas, allenatore del Como (Shutterstock)

Il progetto sportivo del Como continua a far parlare di sé nel panorama calcistico italiano per via di un approccio manageriale e tecnico fortemente innovativo. A tracciare i contorni di questo modello è la stretta collaborazione tra la proprietà guidata dal presidente Mirwan Suwarso e l'allenatore Cesc Fabregas. Alla vigilia di ogni incontro, lo staff tecnico invia ai vertici aziendali un dettagliato piano gara analitico. Documentando le strutture di costruzione (come le impostazioni con assetto 2+3 o 2+4) e i compiti dei singoli interpreti, il mister fornisce alla dirigenza le chiavi di lettura per decodificare in tempo reale quanto accade sul terreno di gioco. Questo livello di condivisione e padronanza del linguaggio tattico garantisce massima autonomia nelle scelte di mercato e totale fiducia reciproca.

I numeri della proposta di gioco di Fabregas

Sul piano delle prestazioni, la squadra lariana sta confermando una precisa identità d'attacco guidata da una proposta di gioco ambiziosa. Con una media del 60% di possesso palla e circa 7 tiri nello specchio della porta a partita, il Como si posiziona ai vertici delle statistiche offensive del campionato, subito dietro a realtà consolidate come Inter e Roma. Di pari passo con la crescita degli Expected Goals prodotti, la squadra affronta una fase di transizione per quanto riguarda la solidità difensiva, con un numero di reti subite superiore rispetto al passato. Un dato emblematico dell'atteggiamento collettivo riguarda Nico Paz: il trequartista di maggior qualità tecnica risulta essere anche il calciatore con la media più alta di contrasti a partita, evidenziando la volontà di aggredire subito in fase di non possesso.

Flessibilità tattica e dimensione internazionale

Il principale punto di forza del Como risiede nella sua difficile decodificabilità da parte degli avversari. Invece di adoperare schemi rigidi, la formazione di Fabregas alterna diversi atteggiamenti difensivi - dal pressing alto a uomo fino al posizionamento a schermo sulle linee di passaggio - e varia le modalità di uscita della palla, combinando scambi stretti con soluzioni dirette dal portiere Jean Butez verso la metà campo avversaria. Questa flessibilità ha trovato conferma anche nell'esordio in Champions League, dove la squadra ha mantenuto inalterata la propria filosofia dominando il campo. Il sovraccarico di qualità in determinate zone del campo per poi isolare gli uomini chiave rappresenta il marchio di fabbrica di una realtà in costante evoluzione.