Anatomia di un disastro West Ham: il gelo di Nuno, lo spogliatoio spaccato e l'obbligo di incassare 150 milioni

Il West Ham retrocede in Championship dopo 15 anni. Tutti i retroscena di una stagione fallimentare tra l'addio di Potter, le follie di Nuno Espírito Santo e la fuga dei big.

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Nuno Espirito Santo, allenatore del West Ham (ShutterStock)

La discesa agli inferi degli Hammers è iniziata molto prima del verdetto aritmetico, arrivato in concomitanza con la decisiva vittoria del Tottenham sull'Everton. Le radici del disastro risalgono alla decisione della società di affidarsi a Graham Potter per avviare una radicale epurazione culturale. In un colpo solo, il club si è privato di storici leader dello spogliatoio come Łukasz Fabiański, Kurt Zouma e, soprattutto, Michail Antonio. Quest'ultimo, scaricato via messaggio dal capo del reclutamento Kyle Macaulay, non era solo il miglior marcatore della storia recente del club, ma anche il collante dello spogliatoio. Privato di queste figure chiave, Potter ha speso oltre 100 milioni di sterline per giovani talenti come Mateus Fernandes (38 milioni) e il difensore El Hadji Malick Diouf, senza tuttavia riuscire a trovare leader capaci di impostare gli standard di rendimento all'interno del centro sportivo di Rush Green.

La gestione Potter si sgretola tra liti e proteste dei tifosi

Nonostante i massicci investimenti, il mercato estivo ha lasciato la rosa corta e priva di alternative di livello. Il feeling tra Potter e la squadra è svanito nel giro di poche settimane, complici i duri scontri con i big dello spogliatoio. Il terzino Emerson Palmieri è stato spedito ad allenarsi con l'Under-21 per motivi disciplinari e poi svenduto al Marsiglia, Edson Álvarez è stato ceduto in prestito al Fenerbahçe dopo un violento diverbio, mentre la stella Mohammed Kudus è stata ceduta ai rivali del Tottenham per 55 milioni di sterline. Sul campo, l'avvio è stato traumatico: la sconfitta per 3-0 contro il neopromosso Sunderland ha dato il via a una contestazione feroce da parte dei tifosi, culminata con tentativi di invasione di campo e scontri verbali tra il capitano Jarrod Bowen e i sostenitori. Il ko interno per 3-0 contro il Tottenham ha certificato la perdita totale del controllo dello spogliatoio, spingendo la proprietà a esonerare Potter a fine settembre.

L'era Nuno Espírito Santo: silenzi raggelanti e l'emarginazione di Ward-Prowse

Per tentare l'impresa salvezza, il West Ham ha scelto di fare di Nuno Espírito Santo l'allenatore più pagato nei 130 anni di storia del club, inserendo tuttavia una clausola di licenziamento gratuito in caso di retrocessione. L'impatto del tecnico portoghese, reduce dall'esonero al Nottingham Forest, è stato però disastroso. A causa di una disputa legale con il suo vecchio club, Nuno non ha potuto portare a Londra il suo storico staff, dovendosi affidare ai tecnici dell'Academy locale. Fin dai primi giorni, l'allenatore ha instaurato un clima di gelo assoluto: i calciatori hanno presto rimpianto la preparazione tattica di Potter, lamentando la totale assenza di riunioni video e l'abitudine di Nuno di non rivolgere la parola alla squadra durante l'intervallo o nei post-partita. A esasperare gli animi è stata l'immediata decisione di escludere totalmente James Ward-Prowse, costretto ad allenarsi da solo a causa di vecchi rancori risalenti ai tempi del Forest.

Spaccature nello staff e il mercato pilotato dall'effetto Mendes

Con il West Ham costantemente ancorato alla zona retrocessione, l'atmosfera all'interno del club è diventata tossica. Durante la sconfitta per 3-0 contro il Wolverhampton, l'assistente Mark Robson ha tentato di scuotere la squadra all'intervallo con una strigliata, ma è stato zittito e fatto sedere bruscamente da Nuno davanti a tutti i giocatori. Ormai privo della fiducia dei suoi collaboratori, il tecnico ha preteso l'ingaggio dell'amico Paco Jémez a gennaio e ha pilotato il mercato di riparazione estendendo l'influenza del suo agente, Jorge Mendes. Sono così arrivati calciatori come Taty Castellanos, Adama Traoré (a cui è stato persino vietato di fare potenziamento muscolare in palestra) e il difensore Axel Disasi. Emblematico il caso dell'attaccante Pablo Felipe, acquistato per 20 milioni di sterline nonostante lo staff medico avesse formalmente sconsigliato l'operazione a causa di un grave infortunio al bicipite femorale, puntualmente ignorato dall'allenatore.

Ammutinamenti, addii societari e il dramma finale a Anfield

Mentre la squadra si avviava verso il baratro, il club ha perso anche i suoi pezzi da novanta dietro la scrivania e in campo. La vice-presidente Karren Brady ha rassegnato le dimissioni tra i cori di insulti dei tifosi, stanchi della gestione del presidente David Sullivan, costretto ad abbandonare la tribuna autorità prima del tempo per motivi di sicurezza. Sul fronte campo, Lucas Paquetá ha forzato la mano per essere ceduto immediatamente al Flamengo a gennaio, dichiarando di non essere psicologicamente pronto a lottare per la salvezza. La totale anarchia dello spogliatoio è emersa definitivamente quando Aaron Wan-Bissaka è rientrato in ritardo e senza permesso dai festeggiamenti con la nazionale del Congo, perdendo il quarto di finale di FA Cup. Il crollo definitivo è andato in scena ad Anfield con un pesante 5-2 contro il Liverpool, in una trasferta nata male persino dal punto di vista logistico, con il pullman della squadra in panne durante il tragitto verso lo stadio.

Il sipario sulla Premier: la lite con Todibo e l'esodo estivo da 150 milioni

L'atto finale della stagione ha regalato l'ultimo clamoroso scontro ravvicinato. Durante la penultima partita contro il Newcastle, persa rovinosamente per 3-1, Nuno ha umiliato il difensore Jean-Clair Todibo sostituendolo dopo appena 25 minuti di gioco. Il centrale francese ha reagito furiosamente, affrontando l'allenatore nel post-partita e giurando che non avrebbe mai più giocato sotto la sua guida, tanto da essere escluso dai convocati per l'inutile vittoria finale contro il Leeds. Con la retrocessione in Championship ormai sancita, le immagini dei calciatori in lacrime sul terreno del London Stadium hanno fatto spazio alla dura realtà finanziaria: per colmare il vuoto economico della discesa di categoria, il West Ham sarà obbligato a incassare almeno 150 milioni di sterline dalle cessioni eccellenti. I big come Crysencio Summerville, Konstantinos Mavropanos e il gioiello Mateus Fernandes (seguito dal PSG) sono pronti all'addio, e persino per la bandiera Jarrod Bowen si prospetta una dolorosa separazione pur di rimanere nel grande calcio.