Allarme rosso in Premier League: il 94% dei club inglesi è in perdita e a rischio crack
Il drammatico rapporto del regolatore pubblico IFR svela la fragilità del calcio inglese: debiti da 6 miliardi e il 94% delle società in perdita.

La Premier League rischia il crack finanziario (Shutterstock)
Un quadro finanziario allarmante e strutturalmente insostenibile. È quanto emerge dal drammatico report pubblicato dal nuovo regolatore pubblico ed indipendente del calcio inglese (IFR), promosso dal Governo britannico per monitorare la stabilità del movimento. Secondo il documento State of the Game, ben il 94% delle società appartenenti alle prime cinque divisioni del sistema calcistico d'oltremanica ha chiuso la stagione con bilanci in profondo rosso, delineando un deficit sistemico che mette a rischio la sopravvivenza stessa di molti club.
La schiavitù dalle iniezioni di capitale e l'esplosione dei debiti
Il report evidenzia come la stragrande maggioranza delle società viva in una condizione di totale dipendenza finanziaria dai propri proprietari. Un esempio eclatante è rappresentato dal Tottenham Hotspur, con la famiglia Lewis costretta a versare ben 320 milioni di sterline (circa 373 milioni di euro) nell'ultimo anno per ripianare le perdite e mantenere la squadra competitiva. Oltre i due terzi delle società analizzate non dispongono di un piano di emergenza qualora il proprietario decidesse di interrompere i finanziamenti, e in EFL (dalla Championship alla League Two) il 66% dei club non riuscirebbe a coprire i costi operativi per più di tre mesi senza continue ricapitalizzazioni. A peggiorare lo scenario c'è un indebitamento complessivo schizzato a 5,1 miliardi di sterline (oltre 6 miliardi di euro), alimentato da spese di gestione fuori controllo e interessi passivi cresciuti vertiginosamente.
La grande paradosso: ricavi record ma perdite in costante aumento
La vera contraddizione del modello inglese risiede nel fatto che il calcio non ha mai fatturato così tanto. Nel solo massimo campionato, la Premier League ha toccato la quota record di 7,8 miliardi di sterline di ricavi (oltre 9,1 miliardi di euro), grazie ai diritti televisivi e all'espansione commerciale. Ciononostante, la perdita media per singolo club di Premier è salita dai 20 milioni di sterline del 2021-2022 ai 44 milioni attuali. La corsa sconsiderata agli ingaggi e alle spese di mercato in Championship, dettata dall'ossessione di centrare la promozione nell'élite del calcio britannico, sta spingendo oltre il 60% delle società delle categorie inferiori ad avere un patrimonio netto negativo.
La svolta del regolatore IFR: licenze pubbliche obbligatorie entro il 2030
Di fronte al concreto pericolo di fallimenti a catena simili a quelli storicamente vissuti da compagini come Wigan, Derby County o Sheffield Wednesday, l'IFR ha annunciato una riforma profonda per tutelare i club intesi come patrimonio sociale e culturale. Il piano prevede il superamento dell'attuale sistema di autoregolamentazione delle leghe attraverso l'introduzione, entro la stagione 2030-2031, di una licenza pubblica vincolante per competere. L'organo statale fisserà un severo controllo dei costi e potrà intervenire anche sulla redistribuzione delle risorse televisive, imponendo alle società tetti di spesa ancorati ai reali ricavi operativi.