Le nazionali asiatiche nelle sei edizioni dei Mondiali del terzo millennio hanno cambiato ritmo
Il primo Mondiale organizzato in Asia ha dato il via all'ascesa delle squadre dell'Estremo Oriente

La nazionale del Giappone che sarà protagonista ai prossimi Mondiali
La delusione per il terzo fallimento mondiale consecutivo dell'Italia è tanta. Nella prossima estate dovremo accontentarci di parteggiare (tifare si può solo per gli Azzurri) per una nazionale straniera. Perché non scegliere una compagine asiatica, magari diversa dalla Corea del Sud (Moreno non lo abbiamo dimenticato)?
Del resto, dal 2002 in poi le rappresentative orientali hanno cambiato ritmo.
I progressi delle nazionali asiatiche nel terzo millennio
Nelle sei Coppe del Mondo di questo secolo le squadre dell'AFC hanno segnato 82 gol (13.67 a torneo); nelle dieci edizioni del Novecento, appena 33 (3.30).
Nel terzo millennio Giappone e compagne hanno collezionato 21 vittorie; nel secondo, solo quattro.
Giappone e Corea del Sud hanno dato il via a questa trasformazione durante la Coppa del Mondo ospitata in casa nel 2002.
I Samurai Blue hanno concluso al primo posto il loro girone; i Taegeuk Warriors hanno battuto Polonia e Portogallo per vincere il proprio, prima di eliminare Italia e Spagna e diventare i primi asiatici a raggiungere le semifinali.
Tra i momenti salienti della storia dell'AFC figurano anche: i quattro punti conquistati dall'Iran nel proprio gruppo nel 2018; il sorprendente successo della Corea del Sud sulla Germania nel 2018; il passaggio agli ottavi di finale dell'Australia nel 2006 e nel 2022; le epiche affermazioni del Giappone su Germania e Spagna nel 2022.
Risale al secolo scorso, per la precisione al 19 luglio del 1966, l'1-0 della Corea del Nord sull'Italia in Inghilterra.
Niente da fare: il disastro di Zenica fa riaffiorare i ricordi più dolorosi, sportivamente parlando.