La Coppa Italia esiste per merito della Coppa delle Coppe: il motivo
La Coppa Italia non è sempre stata la competizione prestigiosa che è oggi

Coppa Italia (Getty Images)
Prende il via nel week-end dell’8-9 agosto l’edizione 2026 della Coppa Italia con quattro partite valide per il turno preliminare: Vicenza-Catania e Ascoli-Potenza sabato, Arezzo-Brescia e Benevento-Ravenna domenica.
La Coppa Italia rinasce nel 1958
Nata nel 1922 su iniziativa della FIGC , inizialmente la Coppa Italia non suscitò particolare interesse da parte dei grandi club con una prima rifondazione avvenuta nella stagione 1935-36 sulla scia della FA Cup inglese prima di una nuova interruzione nel 1943 per motivi bellici.
Il torneo viene, poi, ripristinato nel 1958 quando la UEFA organizzò la Coppa delle Coppe, una competizione internazionale destinata alle vincitrici delle coppe nazionali: senza questa novità, probabilmente la Coppa Italia non esisterebbe ancora oggi.
Nel 2008 viene, poi, introdotta la finale in gara secca disputata allo Stadio Olimpico di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, dopo che per oltre 20 anni si era giocata in doppia sfida con partita di andata e di ritorno.
Dal 2021 arriva, infine, lo snellimento da 78 a 44 squadre per aumentare l’appeal televisivo della competizione, garantendo partite di livello fin dai primi turni.
L’albo d’oro della Coppa Italia
La squadra con il maggior numero di Coppe Italia vinte è la Juventus con 15 vittorie, seguita dall’Inter (10 vittorie), dalla Roma (9 vittorie) e dalla Lazio (7 vittorie). Tra gli allenatori, il più vincente è Massimiliano Allegri con cinque Coppe Italia conquistate tutte con i bianconeri, seguito da Roberto Mancini con quattro titoli alla guida di Fiorentina, Lazio e Inter, e Sven-Göran Eriksson, anch’egli con quattro titoli come tecnico di Roma, Sampdoria e Lazio.