Decisione storica del TAS: la Lazio condannata a risarcire Maja Gothberg per il licenziamento in gravidanza

Sentenza senza precedenti nel calcio: il TAS condanna la Lazio a risarcire la calciatrice svedese Maja Gothberg, il cui accordo fu interrotto dopo aver scoperto la gravidanza.

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Claudio Lotito, presidente della Lazio (Shutterstock)

Il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna ha emesso questo mercoledì una sentenza storica che promette di rivoluzionare i diritti delle atlete a livello globale. Il club biancoceleste è stato condannato a versare una compensazione finanziaria – la cui cifra esatta non è stata resa nota – alla sua ex centrocampista Maja Gothberg. L'istanza giudiziaria ha stabilito che la società capitolina ha interrotto illegittimamente il legame con la ventottenne calciatrice svedese proprio nel momento in cui quest'ultima era in stato di gravidanza. Si tratta di una decisione pionieristica per il mondo del calcio, destinata a tracciare una linea invalicabile a tutela delle giocatrici che decidono di diventare madri.

Dalle trattative all'accordo saltato: le origini del contenzioso

La vicenda risale all'estate del 2024. Maja Gothberg, arrivata a Roma l'anno precedente, era impegnata in una serie di fitti colloqui con la dirigenza della Lazio per il rinnovo del proprio contratto. Sebbene non si fosse ancora giunti alla firma formale sui documenti, le parti avevano già trovato un'intesa definitiva sui punti principali del nuovo accordo. Poco prima della formalizzazione burocratica, la svedese ha scoperto di essere incinta e, mossa da un principio di trasparenza, ha deciso di informare subito la società. Da quel momento il rapporto si è incrinato: la Lazio ha improvvisamente fatto marcia indietro sostenendo che non esistesse alcun vincolo legale, mentre l'atleta ha denunciato la discriminazione subita a causa della sua maternità.

La svolta decisiva con i messaggi WhatsApp

Inizialmente la giocatrice si era rivolta alla Camera di Risoluzione delle Controversie della FIFA, la quale però non le aveva dato ragione. Sostenuta attivamente dal sindacato mondiale dei calciatori FIFPRO, la Gothberg non si è arresa e ha presentato ricorso al TAS. A far pendere l'ago della bilancia a favore della calciatrice è stata l'esistenza di alcune chat di WhatsApp. I messaggi scambiati tra le parti hanno infatti dimostrato in modo inequivocabile l'esistenza dell'accordo contrattuale già raggiunto e il fatto che la dirigenza laziale fosse perfettamente a conoscenza della gravidanza, smentendo così le tesi difensive iniziali del club.

Il principio del TAS e la violazione della privacy

Oltre al risarcimento economico, la decisione del Tribunale Arbitrale fissa un principio giuridico importantissimo: la firma fisica su un contratto non è l'unico elemento necessario a garantire la tutela del posto di lavoro. Nel momento in cui club e atleta agiscono dimostrando che l'intesa è ormai totale, scatta automaticamente la protezione legale del lavoratore. Ad aggravare la posizione della Lazio ha contribuito anche il comportamento del suo entourage, colpevole di aver diffuso pubblicamente la notizia della gravidanza della centrocampista senza il suo consenso, configurando una grave violazione della privacy che i giudici di Losanna hanno tenuto in forte considerazione nel verdetto finale.