Zanetti incorona Messi: "Dopo Maradona è nato un altro genio che ha unito l'Argentina"
Javier Zanetti rende omaggio a Lionel Messi prima dell'addio alla Selección: il ricordo dell'esordio nel 2005, la grandezza umana e lo stop ai paragoni con Maradona.

Javier Zanetti, attuale vicepresidente dell'Inter (Shutterstock)
L'imminente addio di Lionel Messi alla nazionale argentina continua a sollevare un'ondata di commozione nel mondo del calcio. Tra le testimonianze più significative c'è quella di Javier Zanetti: l'attuale vicepresidente dell'Inter, che con la Pulga ha condiviso il campo in 37 occasioni con la maglia della Albiceleste, ha espresso alla Gazzetta dello Sport parole di profonda gratitudine e ammirazione per la carriera del fuoriclasse rosarino.
Il ricordo del debutto e l'impatto immediato
Riavvolgendo il nastro fino all'esordio di Messi in nazionale nel 2005 contro l'Ungheria, Zanetti ricorda con nitidezza i primi passi del giovane fenomeno: «Parlava poco, era giovanissimo, ma si vedeva subito che era fenomenale. Fu mio il primo passaggio che ricevette in quel match». Al dirigente nerazzurro bastarono pochissimi allenamenti per comprendere la portata del suo talento: «Si capiva chiaramente che era diverso dagli altri e che avrebbe portato in alto la nostra selezione. Dopo Diego Maradona è nato un altro genio, ancora una volta nel nostro Paese».
Lo spessore umano e l'esempio di resilienza
Oltre alle straordinarie doti tecniche, l'ex capitano dell'Inter ha tenuto a sottolineare lo spessore umano del numero 10 argentino, ricordando la sua costante disponibilità per le iniziative di beneficenza e solidarietà. Zanetti ha evidenziato come il percorso di Messi in nazionale sia stato un modello di determinazione: dopo le amare sconfitte patite nelle prime finali, il capitano ha saputo rialzarsi fino a condurre l'Argentina sul tetto del mondo nel 2022, riuscendo nell'impresa di unificare l'intero popolo albiceleste attorno alla squadra.
Basta confronti con Diego: la celebrazione di due leggende
Nel salutare il connazionale alla vigilia della sua ultima presenza internazionale, Zanetti ha scelto di non disturbarlo direttamente per lasciargli vivere appieno l'affetto della sua gente, cogliendo l'occasione per chiudere definitivamente il secolare dibattito con il Pibe de Oro: «Basta con i paragoni con Diego. Entrambi rappresentano la pura essenza del calcio, ed è dovere di noi argentini semplicemente ringraziare che siano nati entrambi nel nostro Paese».