Xhaka nei guai in Svizzera: indagine sui falsi certificati Covid, rischia fino a 5 anni
Granit Xhaka è indagato dalla procura di Lucerna per una vicenda legata a falsi certificati di vaccinazione contro il Covid. Il centrocampista si è auto-denunciato

Granit Xhaka
Granit Xhaka finisce al centro di una vicenda giudiziaria in Svizzera. Il centrocampista del Sunderland, impegnato in campo nella sfida persa 5-3 contro il Manchester City, è infatti coinvolto in un'indagine della procura di Lucerna legata all'ottenimento di falsi certificati di vaccinazione contro il Covid. Secondo quanto riportato da Blick, il giocatore si sarebbe auto-denunciato e rischierebbe fino a cinque anni di carcere.
Xhaka: "Oggi ho giocato a calcio, è ciò che conta"
Xhaka ha disputato tutti i 90 minuti della gara contro il Manchester City e, al termine della partita, è stato interrogato dalla NZZ sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda.
Il centrocampista ha preferito non entrare nel merito dell'indagine: "Non ho commenti al riguardo. Oggi ho giocato a calcio. E questo è ciò che conta per me in questo momento".
Alla domanda sulla possibile preoccupazione per il procedimento aperto nei suoi confronti, Xhaka ha risposto in maniera altrettanto diretta: "Assolutamente no. Ho visto di peggio".
Il giocatore dovrebbe essere ascoltato dalle autorità svizzere all'inizio di ottobre. La vicenda riguarda un periodo ormai passato, ma potrebbe ora avere conseguenze giudiziarie per l'ex capitano dell'Arsenal.
Le Bris: "Il mio campo è il calcio"
Sulla questione è stato chiamato a intervenire anche Régis Le Bris, allenatore del Sunderland. Il tecnico francese ha però scelto di non commentare gli aspetti giudiziari della vicenda, concentrandosi esclusivamente sul rendimento del proprio giocatore.
"Il mio campo è il calcio. E nel campo del calcio, lui è molto bravo", ha dichiarato Le Bris.
Una posizione netta, con l'allenatore che ha preferito separare la questione extracalcistica dal contributo che Xhaka continua a offrire sul terreno di gioco.