Tra sogni e infortuni, il Monaco si interroga sul futuro di Paul Pogba

Solo 6 presenze in una stagione tormentata dagli infortuni: l'avventura di Paul Pogba all'AS Monaco è a un bivio tra lo scetticismo del club e la fiducia del presidente

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Paul Pogba in allenamento con la Francia (ShutterStock)

Arrivato all'AS Monaco un anno fa tra l'eccitazione per il ritorno in Ligue 1 di una stella internazionale e il naturale scetticismo degli addetti ai lavori, Paul Pogba ha vissuto una prima stagione nel Principato a dir poco tormentata. Dopo oltre due anni lontano dai campi di gioco, ritrovare i ritmi del calcio professionistico europeo all'età di 33 anni si è rivelata un'impresa titanica. Il corpo del campione del mondo 2018 non ha risposto alle sollecitazioni: prima i continui rinvii durante la preparazione atletica in autunno, poi un infortunio alla caviglia a fine ottobre e, infine, una lesione al polpaccio sinistro a dicembre che lo ha tenuto fuori per altri tre mesi. Il bilancio finale è impietoso: solo 6 presenze in competizioni ufficiali con la maglia dell'ASM, per un totale di appena 115 minuti sul terreno di gioco (il 4% del minutaggio complessivo in campionato).

Il fallimento del "progetto strategico" e il contrasto con Ansu Fati

Questo rendimento ridotto all'osso rappresenta un duro colpo per i piani del club e, in particolare, per Vadim Khetagov. Il kinesiologo russo, inserito nello staff per volere del presidente Dimitri Rybolovlev, aveva ricevuto l'incarico prioritario di rimettere in sesto sia Pogba sia il giovane Ansu Fati. Se con lo spagnolo di 23 anni la missione ha funzionato alla perfezione — al punto che il Monaco riscatterà il suo cartellino dal Barcellona per 11 milioni di euro offrendogli un contratto quadriennale — con "La Pioche" il programma di recupero ha fallito. Secondo diverse fonti interne, il metodo di Khetagov avrebbe trascurato il lavoro fisico di fondo, applicando carichi muscolari considerati troppo leggeri per un atleta che doveva ricostruire completamente la propria tenuta atletica.

Il test di Metz e i dubbi sul futuro nel Principato

I pesanti dubbi sulla capacità di Pogba di reggere l'intensità della Ligue 1 si sono acuiti lo scorso 2 mai, in occasione della sua prima partita da titolare contro il Metz. Quell'incontro, scelto dall'ormai ex allenatore Sébastien Pocognoli come il test definitivo per valutare il centrocampista in ottica futura, ha emesso un verdetto chiaro: nonostante la classe cristallina e le doti tecniche siano rimaste intatte, le risposte atletiche sul campo si sono dimostrate del tutto insufficienti. Questa situazione ha inevitabilmente aperto una profonda riflessione sulla permanenza del giocatore, che ha ancora un ultimo anno di contratto con i monegaschi.

Spaccatura nel club: Rybolovlev ci crede, la dirigenza molto meno

Oggi attorno a Pogba si respira un clima di forte incertezza e divisione societaria. Da un lato c'è il presidente Dimitri Rybolovlev, principale artefice del suo ingaggio, che continua a mostrare fiducia nei confronti del calciatore. Dall'altro, a diversi livelli della dirigenza, lo scetticismo è ormai totale. Durante l'estate verrà fatto un punto della situazione basato sui dati fisici e sulle sensazioni del giocatore, il quale conserva una motivazione intatta e continua a cullare il sogno di rivestire la maglia della nazionale francese. Toccherà ora a Filipe Luis, il nuovo allenatore dell'AS Monaco, capire se e come scommettere ancora sul talento del centrocampista, nella consapevolezza — espressa anche dall'ex vice allenatore Damien Perrinelle — che attendersi il Paul Pogba d'oro del 2018 sia ormai una pretesa fuori dal tempo.