Terremoto in FIGC: Gabriele Gravina si dimette, il calcio italiano al voto il 22 giugno
Gabriele Gravina rassegna le dimissioni da presidente della FIGC dopo il fallimento Mondiale. Assemblea elettiva fissata per il 22 giugno: ecco cosa succede ora.

Gabriele Gravina si dimette dalla presidenza della FIGC (Shutterstock)
Il giorno della resa dei conti è arrivato. Questo pomeriggio, presso la sede della FIGC in via Allegri a Roma, Gabriele Gravina ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni dalla carica di presidente federale. La decisione, maturata in seguito alla drammatica mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026, segna la fine di un'era e l'apertura di una fase di profonda incertezza per tutto il movimento calcistico italiano. Il numero uno uscente ha comunicato la scelta ai presidenti delle componenti federali poco dopo l'inizio della riunione convocata d'urgenza, ponendo fine alle speculazioni che si rincorrevano ormai da giorni.
Cronaca di un addio: la riunione in via Allegri
L’incontro decisivo è iniziato intorno alle 14:30, dopo l'arrivo scaglionato dei massimi rappresentanti del calcio nostrano: da Renzo Ulivieri (Assoallenatori) a Umberto Calcagno (Assocalciatori), fino ai vertici delle Leghe professionistiche e dilettantistiche. Gravina ha impiegato appena trenta minuti per formalizzare il suo passo indietro. Si tratta di una mossa che punta anche a scongiurare l'ipotesi del commissariamento, caldeggiata nelle ultime ore dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, permettendo alla Federazione di gestire internamente la transizione verso una nuova governance.
Verso il 22 giugno: le tappe della nuova governance
Con le dimissioni di Gravina, la macchina elettorale si è messa immediatamente in moto. È stata infatti indetta un'Assemblea Straordinaria Elettiva per il prossimo 22 giugno a Roma. La scelta di questa data non è casuale: oltre a rispettare i tempi previsti dallo Statuto, l'obiettivo è garantire che il nuovo assetto dirigenziale sia operativo in tempo per le procedure di iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Fino al giorno del voto, Gravina resterà in carica esclusivamente per l'ordinaria amministrazione, traghettando il sistema verso quella che molti auspicano sia una vera e propria "rifondazione".
Un futuro da scrivere per il calcio italiano
Il vuoto di potere lasciato da Gravina apre ora la strada a una complessa partita politica tra le varie anime del calcio italiano. La sfida per il successore sarà titanica: ricostruire la credibilità internazionale di una Nazionale che ha fallito l'appuntamento più importante e riformare un sistema che appare da tempo in affanno. Mentre i club si preparano a discutere i possibili candidati, resta l'amarezza per un fallimento sportivo che ha travolto non solo la panchina azzurra, ma anche i massimi vertici dirigenziali del Paese.