SOS Siviglia: storica marcia dei tifosi contro la proprietà. Spunta il retroscena sul fallimento della cordata di Sergio Ramos

Clamorosa protesta a Siviglia: oltre 10.000 tifosi invadono le strade per chiedere le dimissioni del CdA dopo il crollo economico, sportivo e il no a Sergio Ramos.

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I tifosi del Siviglia chiedono il cambio di proprietà (Shutterstock)

Una mobilitazione di proporzioni storiche ha paralizzato le strade di Siviglia. Convocati sotto il drammatico slogan "SOS Sevilla FC" dalla Federazione delle Peñas, da Accionistas Unidos e dagli ultras del Biris Norte, migliaia di tifosi di ogni generazione si sono uniti in un coro unanime per esigere le dimissioni immediate dell'attuale Consiglio di Amministrazione. La marcia, iniziata nei pressi dello stadio Ramón Sánchez-Pizjuán e terminata alla Puerta de Jerez, ha visto la partecipazione di circa diecimila persone secondo le fonti di polizia. Nonostante le temperature asfissianti oltre i 30 gradi, il popolo andaluso ha sfilato in modo civile ma categorico, trasformando il luogo dei grandi trionfi europei nell'epicentro della contestazione.

Il patto di potere e il naufragio della via "Sergio Ramos"

La profonda spaccatura sociale affonda le sue radici nel controverso patto di governabilità firmato in passato dai grandi azionisti. Nato per garantire stabilità, l'accordo ha finito per scatenare una logorante guerra di potere tra le famiglie che controllano il club, con ripercussioni devastanti a livello economico e sportivo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la recente rottura delle trattative di compravendita che vedevano coinvolto l'ex capitano Sergio Ramos. Il difensore rappresentava un forte gruppo investitore pronto a rilevare le quote di maggioranza per avviare un nuovo progetto a Nervión. Tuttavia, il fallimento della trattativa e la successiva conferenza del presidente José María del Nido Carrasco, che ha blindato l'attuale dirigenza, hanno scatenato la furia della piazza.

Due anni al limite del baratro e conti in rosso

Al collasso istituzionale si aggiunge un declino sportivo senza precedenti per un club abituato ai vertici del calcio europeo. Il Siviglia è reduce da ben due stagioni consecutive di Liga in cui ha centrato la salvezza per un solo punto, un disastro gestionale testimoniato anche dal continuo valzer di allenatori (quattro avvicendamenti in quattro anni). Questo crollo ha generato una situazione finanziaria asfissiante: senza gli introiti delle competizioni UEFA e con un monte ingaggi sproporzionato, la società è schiacciata dai debiti. Durante la manifestazione, i tifosi hanno ricordato con sdegno come siano stati dilapidati centinaia di milioni di euro, lasciando il club privo di liquidità e costretto a ridimensionare drasticamente la rosa.

Il tempo stringe: club bloccato e protesta permanente

Il futuro a breve termine fa tremare i sostenitori biancorossi. Tramontata l'opzione Sergio Ramos, intavolare trattative con nuovi fondi internazionali partendo da zero richiederà mesi di burocrazia e controlli legali; un tempo che il Siviglia, con la stagione successiva ormai alle porte, non ha. Durante il raduno finale, il giornalista Antonio García Barbeito ha letto un manifesto in cui si chiede ai grandi azionisti di rinunciare ai diritti preferenziali per aprire il club alla tifoseria, esigendo una Giunta Generale Straordinaria e lanciando un duro monito sul rischio di fallimento della società. Le associazioni dei tifosi hanno promesso che questa storica marcia non rimarrà un caso isolato, bensì l'inizio di una mobilitazione permanente per imporre un Consiglio di salvaguardia professionale prima del punto di non ritorno.