Roberto De Zerbi al Tottenham: l'ultima scommessa degli Spurs tra ambizione e polemiche

Il Tottenham affida la panchina a Roberto De Zerbi per evitare la retrocessione. Una scelta che divide i tifosi per i trascorsi del tecnico con Mason Greenwood.

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Roberto De Zerbi, allenatore del Tottenham (Shutterstock)

Il Tottenham Hotspur ha giocato la sua ultima carta per evitare un'umiliante retrocessione dalla Premier League, nominando Roberto De Zerbi come terzo allenatore di una stagione finora disastrosa. Gli Spurs, attualmente al 17° posto e a un solo punto dalla zona rossa dopo la breve e sfortunata parentesi di Igor Tudor, hanno scelto l'ex tecnico del Brighton per tentare un'impresa disperata nelle ultime sette giornate. Tuttavia, l'arrivo dell'allenatore bresciano non ha portato la serenità sperata: una parte consistente della tifoseria è in rivolta, non per le doti tattiche di De Zerbi — universalmente riconosciute — ma per alcune sue dichiarazioni passate che hanno riaperto ferite profonde legate a temi etici e sociali.

Il caso Greenwood e la frattura con i tifosi

Al centro della controversia ci sono i commenti rilasciati da De Zerbi durante la sua esperienza al Marsiglia riguardo a Mason Greenwood. L'attaccante era stato sospeso dal Manchester United nel 2022 a seguito di gravi accuse di tentata violenza sessuale e coercizione (accuse poi cadute nel 2023 per il ritiro di testimoni chiave). De Zerbi aveva difeso il calciatore, definendolo un "buon ragazzo" che aveva "pagato duramente" per l'accaduto. Queste parole sono state giudicate offensive da diversi gruppi di sostenitori degli Spurs, tra cui Proud Lilywhites (comunità LGBTQ+), Women of the Lane e Spurs Reach, che accusano il tecnico di aver minimizzato la gravità della violenza di genere. Secondo questi gruppi, la nomina di De Zerbi tradirebbe i valori di inclusività e integrità che il club dichiara di sostenere.

Le scuse ufficiali e il bivio della salvezza

Nel tentativo di ricucire lo strappo, De Zerbi ha utilizzato la sua prima intervista ufficiale in maglia Spurs per scusarsi, parlando in italiano per evitare fraintendimenti. "Non ho mai voluto sminuire il problema della violenza contro le donne", ha dichiarato l'allenatore, sottolineando la propria sensibilità sul tema anche come padre. Sebbene il Tottenham Hotspur Supporters’ Trust abbia accolto positivamente queste scuse, invitando all'unità per il bene della squadra, altri gruppi mantengono una posizione di gelida distanza. Sullo sfondo resta l'urgenza sportiva: una retrocessione costerebbe al club circa 250 milioni di sterline (oltre 300 milioni di euro) in mancati ricavi. Il Tottenham ha ora bisogno di un miracolo in campo, ma la sensazione è che la ferita tra la società e una parte del suo cuore pulsante rimarrà aperta a lungo, indipendentemente dai risultati.