Real Madrid, Courtois confessa: "Rapporto speciale con Mourinho, ma dopo il Mondiale potrei lasciare la nazionale"

Thibaut Courtois si racconta dal ritiro della nazionale: i retroscena sul ritorno di Mourinho al Real Madrid, il piano per il ritiro e il futuro in maglia "merengue".

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Courtois, portiere del Real Madrid (Shutterstock)

Thibaut Courtois rompe il silenzio dal ritiro del Belgio alla vigilia dei Mondiali 2026. Il portiere titolare del Real Madrid dal 2018, oggi trentatreenne, ha affrontato diversi temi caldi in conferenza stampa: dal suo futuro a lungo termine con i Blancos fino alla clamorosa indiscrezione sul suo imminente addio alla nazionale dei "Diavoli Rossi". Un addio motivato dalla necessità di preservare il proprio fisico dopo i gravi infortuni del passato, per concentrarsi esclusivamente sulla sua avventura a Madrid.

L'addio al Belgio dopo il Mondiale per salvare il fisico

"Ci sono più possibilità che io non continui rispetto a quelle di restare con la nazionale dopo la Coppa del Mondo. Ho 34 anni e devo pensare al mio corpo", ha ammesso con grande onestà l'estremo difensore di Bree. Courtois ha spiegato che la svolta mentale è arrivata durante il calvario del 2023, quando si ruppe il legamento crociato del ginocchio: "In quel periodo ho capito che i momenti di riposo mi davano forza. Senza la pressione di dover giocare quattro partite cruciali di Champions in due settimane, ho potuto rigenerarmi. Penso sia arrivato il momento di passare il testimone a una nuova generazione che è già pronta".

Il sogno del ritiro al Real Madrid e la questione erede

Il legame con la Casablanca resta invece indissolubile. Dopo aver vestito le maglie di Genk, Atletico Madrid e Chelsea, il portiere belga non ha dubbi su dove vorrà appendere i guanti al chiodo: "Per me l'ideale sarebbe poter chiudere la carriera al Real Madrid. Lì vige la regola di rinnovare anno dopo anno superati i 30 anni, quindi sono molto tranquillo: se continuo a rendere così, il rinnovo non sarà un problema". Courtois ha però dimostrato grande pragmatismo, aggiungendo un pensiero sul futuro del club: "Il Real è un club di livello mondiale e, a un certo punto, la dirigenza dovrà inevitabilmente iniziare a pensare a un mio successore".

I vecchi "attriti" con Mourinho e i retroscena del passato

Infine, Courtois ha commentato con il sorriso l'approdo di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid, tecnico con cui ha già condiviso l'esperienza al Chelsea nella stagione 2014/2015, culminata con la vittoria della Premier League. "Abbiamo avuto i nostri occasionali attriti (ride, ndr). Una volta mi escluse contro l'Everton perché nella partita precedente contro l'Aston Villa avevo sbagliato l'uscita su due cross. Era il suo modo di provocarmi per stimolarmi. La settimana dopo tornai titolare con il West Ham e feci cinque o sei parate decisive. Mourinho è un allenatore molto diretto, esattamente come me, e la nostra relazione è sempre stata ottima".