Logo
Premier League

05/01/26, 17:58

Premier League, lo United esonera Amorim: cosa c'è dietro la decisione

Il tecnico è stato sollevato dall'incarico dopo appena 14 mesi

Immagine notizia

Il Manchester United ha deciso per l'esonero di Ruben Amorim dopo appena 14 mesi. Più dei risultati ottenuti sul campo, a pesare sulla decisione del Manchester United di esonerare il tecnico sono stati i rapporti ormai compromessi con la dirigenza e le continue critiche pubbliche rivolte dal tecnico portoghese ai vertici del club. Un rapporto deterioratosi in tempi molto rapidi, scivolato progressivamente verso un clima sempre più teso, fino al cambio di modulo deciso poco prima di Natale su richiesta della società e accettato dallo stesso Amorim con scarsa convinzione.

Le parole forti di Amorim

A fare da detonatore è stata la conferenza stampa seguita al pareggio contro il Leeds. Davanti ai giornalisti, Amorim ha lanciato un attacco diretto e senza filtri alla dirigenza, lasciando trasparire tutta la frattura interna: “Noto che ricevete informazioni selettive su qualsiasi cosa. Sono venuto qui per essere il manager del Manchester United, non l’allenatore. So che il mio nome non è quello di Tuchel, Conte o Mourinho, ma io sono il manager del Manchester United e lo sarò per altri 18 mesi, o fino a quando il board deciderà di cambiare le cose. Non mi dimetterò: farò il mio lavoro finché un’altra persona non prenderà il mio posto”.

La questione del "manager"

Il tecnico ha poi ribadito più volte il concetto, sottolineando la distinzione tra “manager” e “coach” e facendo riferimento alle pressioni mediatiche: “L’accordo è per altri 18 mesi ed è chiaro. Se qualcuno non sa reggere le critiche, quelle di Gary Neville o di altri, allora è meglio cambiare club. Io sono venuto qui per essere il manager e guidare ogni reparto per altri 18 mesi”. Parole forti, che hanno accelerato una decisione ormai nell’aria. L’esonero di Amorim è maturato praticamente nell’immediato, anche se la conferma ufficiale è arrivata soltanto nella mattinata di oggi, mettendo fine all’esperienza del tecnico portoghese sulla panchina dei Red Devils.