Premier League 2025/26, il pagellone: Arsenal e Aston Villa da 10, delusioni Spurs e West Ham

Analisi stagionale, voti e bilanci al termine del campionato inglese

Immagine notizia

Arteta, De Zerbi e Guardiola (ShutterStock)

La Premier League va in archivio decretando i suoi verdetti per il titolo, l'Europa e la retrocessione. È stata un'annata di grandi cambiamenti, tra ribaltoni in panchina, acquisti stellari che hanno deluso e scommesse che hanno pagato. Di seguito il bilancio completo squadra per squadra.

ARSENAL — Voto: 10

Dopo tre secondi posti consecutivi, l'unico vero obiettivo era vincere il titolo. Questa Premier League rimarrà nella storia del club, interrompendo un digiuno lungo 22 anni. L'attacco non è stato spumeggiante come in passato, ma la solidità difensiva e le innovazioni sui calci piazzati hanno fatto la differenza. Mikel Arteta ha trionfato gestendo al meglio i tantissimi infortuni grazie a una campagna acquisti estiva mirata che ha ampliato la profondità della rosa.

ASTON VILLA — Voto: 10

Una stagione strana e a tratti altalenante, forse la peggiore a livello di prestazioni e punti nei tre anni interi di gestione Unai Emery. Eppure, il verdetto finale dice che il Villa ha conquistato la qualificazione in Champions League e ha vinto l'Europa League, superando ogni scetticismo sulla profondità della rosa. Impossibile chiedere risultati migliori di questi.

BOURNEMOUTH — Voto: 9

Ridisegnare quasi interamente la difesa in estate, vendere il miglior attaccante a gennaio e convivere con l'addio annunciato del tecnico a fine stagione avrebbero tramortito chiunque, ma non gli uomini di Andoni Iraola. Il Bournemouth ha centrato uno storico sesto posto, qualificandosi in Europa per la prima volta nella sua storia. Solo la Champions sfiorata nega il voto massimo, a testimonianza dell'incredibile livello raggiunto dal club.

BRENTFORD — Voto: 8,5

Molti addetti ai lavori prevedevano il crollo del club dopo la cessione di elementi chiave come Mbeumo, Wissa e Norgaard. Invece, il debuttante capo allenatore Keith Andrews ha zittito gli scettici. Igor Thiago si è caricato il reparto sulle spalle, assistito dai nuovi innesti Ouattara e Jordan Henderson. Solo un digiuno di vittorie tra marzo e aprile ha spento sul più bello il sogno di una storica qualificazione europea.

BRIGHTON — Voto: 8

La classifica farebbe pensare a un passo indietro rispetto all'anno scorso (da 61 a 53 punti), ma il dato è ingannevole. Fabian Hurzeler ha dovuto fare i conti con l'addio estivo di Joao Pedro e i continui infortuni di Mitoma, Rutter e Baleba. Nonostante una crisi invernale che aveva fatto scivolare la squadra al 14° posto, il tecnico trentatreenne ha raddrizzato la rotta, traghettando il gruppo fino alla qualificazione in Conference League.

BURNLEY — Voto: 4

C'era ottimismo in estate per una campagna acquisti più equilibrata e per il pragmatismo tattico di Scott Parker. Dopo una vittoria a ottobre contro i Wolves, però, la squadra è letteralmente evaporata, collezionando appena un successo nelle successive 29 partite. Parker è stato esonerato a retrocessione già aritmetica e il pareggio finale all'ultima giornata ha condannato il club a chiudere con soli 22 punti, persino meno di due stagioni fa.

CHELSEA — Voto: 4

Una delusione colossale. L'addio di Enzo Maresca a Capodanno ha spezzato in due la stagione, e la scelta di Liam Rosenior in panchina si è rivelata un flop, tanto da richiedere due gestioni ad interim del tecnico dell'Under 21 Calum McFarlane. Oltre 100 milioni spesi sul mercato per Delap, Gittens e Garnacho senza alcun impatto. La stagione si è chiusa tra le proteste dei tifosi, i malumori interni di Cucurella ed Enzo Fernandez, il 10° posto in classifica e la settima sconfitta consecutiva in una finale coppa nazionale contro il City.

CRYSTAL PALACE — Voto: 7,5

Il voto potrebbe alzarsi ulteriormente in caso di vittoria nella finale di Conference League contro il Rayo Vallecano. La stagione è stata complessa, segnata dagli sfoghi dell'ormai ex tecnico Oliver Glasner e da un lunghissimo digiuno di vittorie a cavallo del nuovo anno. Ciononostante, il Palace ha gestito il doppio impegno europeo e le cessioni illustri di Eze e Guehi, portando a casa anche la Community Shield estiva contro il Liverpool.

EVERTON — Voto: 6

David Moyes ha il merito di aver stabilizzato l'ambiente dopo il suo ritorno, sfatando alcuni tabù in trasferta con vittorie pesanti a Old Trafford, Villa Park e St James' Park. L'Everton ha alimentato a lungo i sogni europei, specialmente dopo il 3-0 sul Chelsea a marzo. Il finale di stagione è stato però un mezzo disastro: sette partite senza vincere e troppe occasioni sprecate, lasciando una forte sensazione di incompiuta.

FULHAM — Voto: 7,5

Il Fulham si è ormai stabilizzato come una solida realtà di metà classifica, ma ha sprecato l'occasione di agganciare il treno europeo vincendo solo 5 delle ultime 15 partite. Marco Silva sembra aver estratto il massimo da questo ciclo e il suo contratto in scadenza interroga il futuro. Con l'addio imminente a parametro zero del leader Harry Wilson, la dirigenza si troverà davanti a scelte estive cruciali.

LEEDS — Voto: 9

Da squadra neopromossa, il Leeds ha disputato una stagione rasente la perfezione, centrando la salvezza con quattro giornate d'anticipo e conquistando un posto in Europa. La dirigenza ha azzeccato almeno 7 acquisti su 10 nel mercato estivo e ha avuto la lungimiranza di difendere l'allenatore Daniel Farke nei momenti di flessione a fine anno, venendo ampiamente ripagata.

LIVERPOOL — Voto: 5

I campioni in carica d'Inghilterra firmano il flop più inaspettato della stagione. Nonostante i massicci investimenti estivi, i Reds hanno chiuso al quinto posto con ben 24 punti in meno rispetto all'anno scorso. Il voto non è più basso solo perché l'obiettivo minimo della Champions League è stato centrato, ma la squadra ha mostrato una fragilità preoccupante, arrendendosi alle prime difficoltà e chiudendo l'anno tra i fischi con soli 60 punti.

MANCHESTER CITY — Voto: 9

Il titolo è sfuggito ad aprile nel duello con l'Arsenal, ma Pep Guardiola ha compiuto un mezzo miracolo nell'assemblare un gruppo molto giovane e inizialmente distante dai suoi principi tattici. Concedendo più spazio alle ripartenze e all'aggressività su input di Pep Lijnders, il City ha comunque centrato una splendida doppietta nelle coppe nazionali e lottato fino alla fine in campionato. Unica vera macchia: l'eliminazione precoce in Champions.

MANCHESTER UNITED — Voto: 8,5

Una prima parte di stagione tormentata sotto Ruben Amorim aveva relegato lo United fuori dalla zona che conta, complici le precoci eliminazioni dalle coppe. La svolta è arrivata a gennaio con la nomina di Michael Carrick: i Red Devils hanno blindato il terzo posto, Bruno Fernandes ha vissuto la sua miglior stagione a Old Trafford e il giovane Mainoo è stato rigenerato a centrocampo. L'atmosfera è di nuovo elettrizzante.

NEWCASTLE — Voto: 5,5

Una stagione spaccata a metà. Eccellente il cammino nelle coppe, dove i Magpies hanno raggiunto le semifinali di Carabao Cup e gli ottavi di Champions League (pesa solo il pesante 7-2 del Camp Nou contro il Barcellona). Disastroso invece il percorso in Premier League, chiuso nella colonna destra della classifica con più sconfitte (17) che vittorie (14) e l'onta dei due derby persi contro i rivali storici del Sunderland.

NOTTINGHAM FOREST — Voto: 5,5

Una stagione caotica vissuta sulla giostra dei cambi in panchina: da Nuno Espirito Santo ad Ange Postecoglou, passando per Sean Dyche fino ad arrivare a Vitor Pereira. Proprio l'ingaggio di Pereira a febbraio ha salvato la squadra dal baratro grazie a un approccio calmo e rigenerante. Il voto complessivo viene edulcorato dall'incredibile cammino europeo che ha portato il club fino alle semifinali di Europa League.

SUNDERLAND — Voto: 10

Un autentico miracolo sportivo. A dodici mesi esatti dalla promozione in Premier League tramite i play-off, i Black Cats hanno centrato una clamorosa qualificazione in Europa League. Il merito principale va al tecnico Régis Le Bris, capace di guidare una rosa assemblata magistralmente e trascinata in campo dall'esperienza di Granit Xhaka. In soli due anni il club è passato dal 16° posto in Championship all'Europa.

TOTTENHAM — Voto: 4,5

La stagione era iniziata ad agosto con la finale di Supercoppa Europea persa in rimonta contro il PSG sotto la guida di Thomas Frank. Nessuno avrebbe mai immaginato che gli Spurs si sarebbero ritrovati a lottare per la salvezza fino all'ultima giornata. Tra liti nello spogliatoio, contestazioni dei tifosi e ben tre allenatori cambiati, ci è voluto il subentro provvidenziale di Roberto De Zerbi tra marzo e aprile per evitare la retrocessione.

WEST HAM — Voto: 4

Una retrocessione dolorosa e figlia di un vuoto totale di leadership societaria. L'approccio duro e i metodi ruvidi del tecnico Nuno Espirito Santo hanno spaccato l'ambiente anziché compattarlo. Gli Hammers tornano in Championship per la prima volta dal 2011 al termine di un'annata costellata di umiliazioni, come la sconfitta al debutto contro il Sunderland e il pesante 5-1 interno subito dal Chelsea.

WOLVES — Voto: 3

Una stagione horror sotto ogni punto di vista, che ha certificato il fallimento totale del club. Tutto è andato storto: un mercato estivo mal concepito, l'esonero di un allenatore, le contestazioni aperte della tifoseria verso i sostituti e un rendimento dei calciatori imbarazzante. Con una difesa colabrodo e un attacco ancora meno efficace, i tifosi hanno vissuto dieci mesi di pura agonia sportiva.