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«Parigi è speciale»: Luis Enrique spiega i motivi del rinnovo con il PSG fino al 2030

Luis Enrique celebra il prolungamento con il PSG fino al 2030: il tecnico spagnolo parla della sintonia con Luis Campos e della sua filosofia.

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Luis Enrique, tecnico del Paris Saint Germain (Shutterstock)

L'ufficialità dell'ampliamento contrattuale fino al 2030 sancisce la continuità di un progetto sportivo vincente e ambizioso: Luis Enrique e il Paris Saint-Germain proseguiranno il loro cammino insieme. Giunto alla sua quarta stagione sulla panchina parigina con un bottino di 13 titoli ufficiali già conquistati, l'allenatore asturiano ha affidato ai canali ufficiali del club le proprie sensazioni, spiegando come all'ombra della Torre Eiffel si sia creata una sinergia rara nel calcio moderno con la società, con il presidente e con il direttore sportivo Luis Campos.

Una sintonia totale e l'amore per la città

Nelle parole del tecnico spagnolo emerge l'orgoglio per il lavoro svolto e per il legame profondo stretto con l'ambiente: «Parigi è diversa, Parigi è speciale. Fin dai primi giorni si è instaurata un'intesa autentica con Luis Campos e con la tifoseria». L'ex allenatore di Barcellona e della nazionale spagnola ha poi sottolineato il desiderio di rimanere legato alla capitale francese a lungo: «Sono uno straniero, ma spero di restare legato a questa città per il resto della mia vita. Il nostro obiettivo primario era fare la storia e trasmettere la costante voglia di vincere, mostrando ai ragazzi che si può conquistare il successo divertendosi».

Gestione del gruppo, spogliatoio e filosofia di vita

L'allenatore ha raccontato anche le dinamiche interne alla sporgliatoio, caratterizzate da un approccio empatico e ironico verso una rosa sempre più giovane. «Non voglio essere un tecnico che dà solo ordini categorici; i calciatori devono capire il gioco per prendere la decisione migliore in campo». Rispetto al confronto con i colleghi, Luis Enrique rivendica una visione del tutto personale: «Non ho bisogno di guardarmi attorno o confrontare il mio curriculum con quello degli altri. L'importante è seguire la propria strada, essere coerenti con le proprie idee e saper accettare le sconfitte quando arrivano, mettendosi sempre in discussione».