Neymar sogna i Mondiali, ma il Brasile non ha più bisogno di lui: cosa sta succedendo

Il campione sta vivendo un grande momento di difficoltà e Ancelotti non lo ha convocato (per ora)

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Neymar è tornato al centro del dibattito internazionale dopo le dichiarazioni di alcuni ex giocatori inglesi, tra cui Wayne Rooney, che hanno ridimensionato il suo status, escludendolo dalla cerchia dei fuoriclasse assoluti come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Un giudizio che riapre una discussione mai del tutto chiusa sul reale valore del brasiliano.

Una carriera difficile

Al di là delle opinioni, è però evidente come la carriera recente di Neymar sia stata fortemente condizionata dagli infortuni. Dopo la parentesi negativa con l’Al-Hilal, dove non è mai riuscito a imporsi, il brasiliano è tornato al Santos, il club che lo ha lanciato. Qui ha dato segnali contrastanti: da una parte numeri discreti, con gol e assist importanti nella lotta per evitare la retrocessione; dall’altra continui problemi fisici, tra cui un persistente fastidio al ginocchio che lo ha costretto a saltare diverse partite e a giocare spesso lontano dalla migliore condizione. Le sue prestazioni sono state quindi altalenanti: capace ancora di colpi di grande classe, ma anche protagonista di errori insoliti e momenti di difficoltà, come dimostrano alcune gare deludenti e critiche ricevute dai tifosi. A peggiorare il quadro, lo stesso Neymar ha ammesso pubblicamente che potrebbe valutare il ritiro a breve, alimentando dubbi sulla sua tenuta fisica e mentale.

E il Brasile?

In questo contesto si inserisce la scelta del ct del Brasile, Carlo Ancelotti, che ha deciso di non convocarlo perché non ancora al 100%. Una decisione tecnica ma anche simbolica: oggi il Brasile dispone di un reparto offensivo ricco e competitivo, con giocatori come Vinícius Júnior, Raphinha e altri talenti in crescita, che garantiscono maggiore continuità e affidabilità. Nonostante il sostegno di alcune figure importanti del calcio brasiliano, l’ipotesi di un Neymar protagonista ai prossimi Mondiali appare sempre più complicata. Il talento non è in discussione, ma senza una condizione fisica stabile e senza continuità nelle prestazioni, è difficile pensare a un suo ritorno ai massimi livelli.