Neymar e lo schiaffo al figlio di Robinho: pace fatta dopo le scintille in casa Santos
Neymar chiede scusa pubblicamente al diciottenne Robinho Jr dopo l'alterco in allenamento. Un abbraccio in Copa Sudamericana chiude il caso: "Ho perso la testa".

Neymar chiede scusa (Shutterstock)
Il clima in casa Santos si è surriscaldato improvvisamente durante una sessione di allenamento domenicale al centro sportivo "Rei Pelé". Protagonista, suo malgrado, è stato Neymar. Il fuoriclasse trentaquattrenne, oggi capocannoniere storico del Brasile con 79 reti, ha avuto un momento di forte tensione con il compagno di squadra Robinho Jr, talentuoso attaccante di soli 18 anni. Secondo le ricostruzioni, il giovane avrebbe "osato" superare Neymar con un dribbling secco, scatenando la reazione stizzita del veterano che avrebbe risposto con uno schiaffo al volto del ragazzo. Un gesto che ha subito fatto scattare un'indagine interna da parte del club brasiliano.
"Ho passato il segno": il mea culpa di O Ney
Neymar non ha cercato scuse e, con la consueta schiettezza, ha deciso di affrontare la questione pubblicamente. "Se volete delle scuse davanti ai media, eccole", ha dichiarato l'ex stella di Barcellona e PSG, ammettendo di aver perso la testa. "Ho reagito in modo esagerato, è vero. Avrei potuto gestire la cosa diversamente, ma in quel momento non ci ho visto più". Il campione ha poi cercato di ridimensionare l'accaduto definendolo un normale scontro tra amici o fratelli, sottolineando l'affetto speciale che lo lega al ragazzo, figlio del suo ex compagno di nazionale (ed ex City e Real) Robinho.
Abbracci e Copa Sudamericana: caso chiuso
La conferma che il sereno è tornato tra i due è arrivata direttamente dal campo. Durante la sfida di Copa Sudamericana contro la Recoleta, terminata 1-1, Neymar ha celebrato il suo gol correndo ad abbracciare proprio Robinho Jr, che in quel momento sedeva in panchina. Un gesto simbolico per mettere a tacere le polemiche. Anche il giovane attaccante ha voluto rassicurare i tifosi: "Neymar è il mio idolo fin da bambino, vederlo reagire così mi ha ferito, ma si è scusato immediatamente e ripetutamente. Ci vogliamo bene e per me la questione è già dimenticata". Il Santos può così tornare a concentrarsi sul calcio giocato, sperando che i dribbling dei suoi giovani diventino un'arma contro gli avversari e non una miccia tra i compagni.