Nations League, Højlund difende Ronaldo: esultanza col "Siuuu" e spinta a Jorge Jesus
Rasmus Højlund esulta col "Siuuu" di Cristiano Ronaldo contro il Portogallo e spinge il CT Jorge Jesus dopo il match di Nations League a Copenaghen.

Rasmus Højlund, attaccante del Napoli e della Nazionale danese (Shutterstock)
La caldissima sfida di UEFA Nations League al Parken Stadion di Copenaghen tra Danimarca e Portogallo, terminata 2-4 a favore dei lusitani, ha regalato momenti di altissima tensione che vanno ben oltre il risultato del campo. Protagonista assoluto della serata è stato Rasmus Højlund: l'attaccante danese del Napoli ha inscenato una vera e propria protesta a distanza in difesa di Cristiano Ronaldo, travolto nelle ore precedenti dal clamoroso addio al ritiro della propria nazionale in seguito al duro scontro con il CT Jorge Jesus.
L'esultanza col "Siuuu" e la dedica a CR7
Al minuto 53, dopo aver siglato la rete del momentaneo 2-2 per la Danimarca, Højlund si è reso autore di un gesto dal fortissimo impatto simbolico. L'ex centravanti dell'Atalanta e del Manchester United ha corso verso la bandierina e ha sfoderato il celeberrimo "Siuuu", il marchio di fabbrica delle esultanze di Cristiano Ronaldo. Un tributo esplicito e provocatorio nei confronti della panchina portoghese e in particolare di Jorge Jesus, accusato di aver scaricato il cinque volte Pallone d'Oro.
Lo scontro al fischio finale con Jorge Jesus
I nervi tesi della sfida non si sono placati nemmeno dopo il fischio d'inizio e le successive reti di Vitinha e João Félix che hanno chiuso i conti sul 2-4. Al termine del match, quando Jorge Jesus si è avvicinato all'attaccante per salutarlo con una pacca sul petto, Højlund lo ha palesemente allontanato spingendolo via con stizza. Un contatto fisico improvviso che ha sorpreso gli spalti e sottolineato l'atmosfera infuocata generata dalla vicenda Ronaldo.
La verità di Højlund: "Volevo mandare un messaggio"
Nel post-partita, lo stesso Højlund ha spiegato senza mezzi termini le ragioni del suo atteggiamento: «Volevo semplicemente inviare un messaggio forte e chiaro alla nazionale portoghese: se loro non sono capaci di valorizzare e rispettare Cristiano Ronaldo, devono sapere che nel mondo ci sono tantissime persone e calciatori che lui ha ispirato e che continuano ad ammirarlo senza riserve». Parole taglienti che alimentano ulteriormente il terremoto mediatico e disciplinare attorno al caso CR7 e alla gestione di Jorge Jesus.