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Mourinho racconta il retroscena su Vinicius Jr e svela perché Rodri ha scelto il Barcellona

José Mourinho rivela il consiglio decisivo a Vinicius Jr per il rinnovo con il Real Madrid e spiega i dubbi su Rodri, passato al Barcellona.

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Vinicius Jr nel Real Madrid. (ShutterStock)

L'intervento di José Mourinho si è rivelato fondamentale per blindare Vinicius Jr al Real Madrid. Con il contratto dell'attaccante ventiseienne in scadenza nel 2027 e le sirene di mercato dell'Arsenal pronte ad approfittare della situazione, il tecnico portoghese — tornato in estate sulla panchina dei Blancos per la sua seconda esperienza — ha convinto il brasiliano a firmare un rinnovo fino al 2032. Durante un'intervista rilasciata alla trasmissione spagnola El Chiringuito, lo Special One ha svelato le parole rivolte al giocatore: "Gli ho detto: 'Vini, dove vuoi andare? Conosci solo il Brasile e il Real Madrid. Capisci cosa sia davvero questo club soltanto quando te ne vai. Non andartene, non ne vale la pena'". Un messaggio d'affetto e di stima che ha spinto l'esterno a legarsi a lungo termine alla formazione madrilena.

I retroscena su Rodri e la scelta del Barcellona

Oltre alla questione legata a Vinicius Jr, Mourinho ha affrontato il tema relativo al mancato arrivo di Rodri, fresco vincitore del Pallone d'Oro dei Mondiali 2026. Entrato nell'ultimo anno di contratto con il Manchester City, il centrocampista spagnolo era finito nel mirino sia del Real Madrid sia del Barcellona, prima di scegliere di accasarsi in blaugrana per 65 milioni di sterline. Il tecnico lusitano ha spiegato con la solita schiettezza le ragioni che hanno portato i Meringues a sfilarsi dalla corsa: "Abbiamo parlato un paio di volte e il Real Madrid gli ha fatto una buona offerta. Rodri aveva dei dubbi e la sua esitazione ha fatto venire dubbi anche a me. È un giocatore straordinario, ma la grandezza del Real Madrid richiede elementi che non ci pensino due volte prima di vestire questa maglia".

L'evoluzione dello Special One: "Più maturo, ma sempre me stesso"

A 63 anni e a distanza di oltre un decennio dalla prima esperienza a Madrid (2010-2013), lo Special One si presenta alla guida del club con una consapevolezza differente. Pur confermando la volontà di riportare la squadra ai vertici dopo due stagioni prive di grandi trofei, l'allenatore ha sottolineato la propria maturazione personale: "Non posso nascondermi. Sono molto più maturo, meno emotivo e più controllato. In questo lavoro più esperienza accumuli, più situazioni hai già vissuto e migliore diventi come tecnico". Ciononostante, il portoghese ci ha tenuto a precisare che la maggiore moderazione non ne intaccherà l'identità: "Questo non significa che sia diventato noioso: il mio DNA rimane esattamente lo stesso".