10/03/26, 10:19
Mondiale 2026, Infantino non si ferma: "Sarà una festa totale nonostante i conflitti"
Il presidente della FIFA Gianni Infantino minimizza le tensioni in Medio Oriente e le criticità in Messico: il Mondiale 2026 prosegue verso il sold-out tra record di biglietti e dubbi logistici.

Gianni Infantino, presidente FIFA (Shutterstock)
A soli 93 giorni dal calcio d'inizio del Mondiale 2026, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha gettato acqua sul fuoco delle crescenti preoccupazioni geopolitiche. Nonostante il Medio Oriente sia travolto da un conflitto che vede coinvolti Stati Uniti, Israele e Iran, con pesanti ripercussioni sugli spostamenti internazionali e sulla sicurezza, Infantino ha ribadito la sua linea entusiasta. "La Coppa del Mondo sarà fantastica, fenomenale", ha dichiarato, definendo l'evento una "festa totale" e sottolineando l'eccitazione senza precedenti che si respira nelle tre nazioni ospitanti: Stati Uniti, Messico e Canada. Il numero uno del calcio mondiale ha poi snocciolato cifre da capogiro: oltre 500 milioni di richieste di biglietti per appena 7 milioni di posti disponibili.
Tra caos logistico e minacce di boicottaggio
Dietro l'ottimismo di facciata, tuttavia, le criticità rimangono evidenti. La Federazione irachena ha già chiesto ufficialmente il rinvio dello spareggio contro Suriname o Bolivia a causa del blocco dello spazio aereo, mentre l'Iran, già qualificato, vive un clima di estrema incertezza. Sebbene Teheran abbia minacciato il ritiro dopo i recenti attacchi aerei statunitensi, il direttore generale della US Soccer, JT Batson, ha confermato di voler garantire un torneo sicuro per tutte le partecipanti. Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha dichiarato che la guerra è "praticamente completa", ma le tensioni diplomatiche con la nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, continuano a proiettare ombre sulla partecipazione della squadra asiatica al torneo.
Il nodo sicurezza in Messico
Le preoccupazioni non riguardano solo il fronte mediorientale. In Messico, l'escalation di violenza legata ai cartelli della droga nello stato di Jalisco ha messo in allerta gli organizzatori. Le autorità messicane hanno però risposto con un piano imponente, che prevede l'impiego di 100.000 addetti alla sicurezza per proteggere i tifosi durante le gare a Guadalajara e nelle altre sedi. Infantino si è detto "estremamente rassicurato" da queste misure, confermando che il Mondiale a 48 squadre sarà un evento sociale senza precedenti. Resta da capire se la diplomazia sportiva riuscirà a tenere il campo isolato dalle turbolenze di un mondo che, a pochi mesi dal fischio d'inizio, appare tutt'altro che in festa.