Mondiale 2026, analisi del Gruppo A: Messico favorito, Corea e Repubblica Ceca outsider
Scopri l'analisi completa del Gruppo A di Mondiale 2026: Messico, Corea del Sud, Repubblica Ceca e Sudafrica si contendono il passaggio del turno. Calendario, stelle e tattiche.

Santiago Gimenez, stella del Messico (Shutterstock)
Il fischio d'inizio del Mondiale 2026 è ormai alle porte e tutti gli occhi sono puntati sul Gruppo A, il raggruppamento che avrà l'onore di aprire le danze in questa edizione storica a 48 squadre. Il Messico, in qualità di co-ospite, gode dei favori del pronostico, spinto dal calore incessante del pubblico di casa e da una tradizione solida. Tuttavia, il girone si presenta estremamente equilibrato e insidioso: la Corea del Sud porta in dote la sua consueta intensità atletica e stelle di caratura internazionale, mentre la Repubblica Ceca, reduce da una battaglia epica nei playoff, arriva con la fame di chi non ha nulla da perdere. Chiude il quadro il Sudafrica, una squadra solida che punta a sorprendere sfruttando il ruolo di "incognita" del raggruppamento.
Calendario Mondiale 2026: Date e Orari (italiani) delle partite del Gruppo A
Il fuso orario nordamericano richiederà qualche notte insonne per i tifosi italiani, ma lo spettacolo promette di valere il sacrificio. Ecco il dettaglio delle sfide:
Messico - Sudafrica: 11 giugno, ore 19:00 (Città del Messico)
Corea del Sud - Repubblica Ceca: 12 giugno, ore 02:00
Repubblica Ceca - Sudafrica: 18 giugno, ore 18:00
Messico - Corea del Sud: 19 giugno, ore 01:00
Repubblica Ceca - Messico: 25 giugno, ore 01:00
Sudafrica - Corea del Sud: 25 giugno, ore 01:00
Messico: Il ruggito dell'Azteca per sognare in grande
Il Messico arriva a questo appuntamento con il vento in poppa dopo i successi in Nations League e Gold Cup. La squadra di Javier Aguirre — alla sua terza parentesi sulla panchina della Tricolor dopo le esperienze del 2002 e 2010 — punta finalmente a superare lo scoglio degli ottavi di finale che storicamente rappresenta un tabù per i messicani.
Il giocatore simbolo: Santiago Giménez. L'attaccante in forza al Milan è l'uomo della provvidenza. Nonostante una stagione condizionata da qualche acciacco fisico in Italia, la sua capacità di finalizzazione è il fattore che può spostare gli equilibri del girone.
L'allenatore: Javier Aguirre. Un veterano che conosce ogni segreto del calcio messicano; la sua sfida sarà gestire la pressione immensa di un intero Paese.
Corea del Sud: Velocità e disciplina dalla terra del Calmo Mattino
Sempre presente ai Mondiali dal 1986, la Corea del Sud non è più una sorpresa ma una solida realtà del calcio mondiale. La squadra vanta oggi un numero record di giocatori impegnati nei massimi campionati europei, garantendo un mix di esperienza tattica e resistenza fisica invidiabile.
Il giocatore simbolo: Son Heung-Min. L'ex stella del Tottenham, ora protagonista in MLS con i LA Galaxy, rimane il capitano e l'anima della squadra. La sua velocità e il tiro dalla distanza sono le armi principali degli asiatici.
L'allenatore: Hong Myung-bo. Eroe del 2002 in campo, cerca riscatto in panchina dopo un 2014 opaco. La sua gestione nelle qualificazioni è stata impeccabile.
Repubblica Ceca: Il ritorno dei maestri dei calci piazzati
Dopo vent'anni di assenza, la Repubblica Ceca torna sul palcoscenico mondiale grazie a una tempra d'acciaio mostrata nei playoff, dove ha eliminato Irlanda e Danimarca, dimostrando una freddezza glaciale soprattutto dal dischetto.
Il giocatore simbolo: Patrik Schick. Il centravanti del Bayer Leverkusen è uno dei bomber più costanti della Bundesliga. La sua fisicità e il senso del gol sono fondamentali per scardinare le difese avversarie.
L'allenatore: Miroslav Koubek. A 74 anni, il tecnico porta un'esperienza immensa e una gestione pragmatica che ha ridato solidità difensiva alla nazionale.
Sudafrica: I "Bafana Bafana" a caccia della storia
Tornati ai Mondiali per la prima volta dal 2010, i sudafricani hanno sorpreso tutti eliminando la Nigeria nelle qualificazioni. Con un gruppo molto coeso, composto in gran parte da giocatori che militano nel campionato locale, puntano sulla reciproca conoscenza e sull'organizzazione difensiva.
Il giocatore simbolo: Lyle Foster. L'attaccante del Burnley è il punto di riferimento offensivo. Con 10 gol in 24 presenze, è l'uomo chiamato a concretizzare il lavoro della squadra.
L'allenatore: Hugo Broos. Un tecnico che sa come si vince (vincitore della Coppa d'Africa con il Camerun nel 2017), ha costruito un gruppo solido e difficile da battere per chiunque.