26/02/26, 16:55
Mondiale 2026, allarme sicurezza in Messico: il narcotraffico minaccia Guadalajara
Il caos scatenato dall'uccisione del boss "El Mencho" getta un'ombra sui Mondiali 2026. La FIFA monitora Guadalajara: playoff a rischio spostamento e allerta rossa in Jalisco.

La presidente del Messico Claudia Sheinbaum (Shutterstock)
L'uccisione del potentissimo narcotrafficante Nemesio “El Mencho” Oseguera Cervantes, leader del cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), ha scatenato un'ondata di violenza senza precedenti nello Stato di Jalisco, mettendo in discussione la sicurezza dei prossimi Mondiali 2026. La città di Guadalajara, che dovrebbe ospitare quattro incontri della fase a gironi a giugno e i playoff interconfederali a fine marzo presso l'Estadio Akron, è attualmente in stato di massima allerta. Scene di guerriglia urbana, blocchi stradali con auto in fiamme e scontri a fuoco con l'esercito hanno spinto le autorità a sospendere trasporti e lezioni, sollevando dubbi sulla capacità del Messico di garantire la protezione di tifosi e atleti.
La posizione della FIFA tra preoccupazione e fiducia
Inizialmente scossa dalle immagini di caos trasmesse dai media globali, la FIFA ha adottato una linea ufficiale di prudenza. Sebbene alcuni alti funzionari abbiano espresso privatamente il timore che i playoff di marzo possano essere spostati in sedi più sicure come "ultima risorsa", un portavoce dell'organizzazione ha ribadito la piena fiducia nelle capacità operative del governo messicano. Tuttavia, la FIFA sta monitorando la situazione minuto per minuto, consapevole che la struttura a "franchising" del cartello CJNG potrebbe portare a una frammentazione dei gruppi criminali e a un'instabilità difficile da prevedere nel breve periodo. Spostare le partite di giugno sarebbe un incubo logistico ed economico, visti i migliaia di biglietti già venduti e le prenotazioni alberghiere alle stelle.
Strategie di "blindatura" e interessi dei cartelli
Per scongiurare il trasferimento dei match, il governatore del Jalisco, Pablo Lemus, ha già schierato oltre 2.000 effettivi supplementari tra Guardia Nazionale ed esercito, accelerando i piani di sorveglianza tecnologica. Secondo gli esperti di sicurezza, è improbabile che i cartelli prendano di mira direttamente l'evento sportivo: i gruppi criminali vedono nel Mondiale un'opportunità economica enorme, legata all'indotto turistico e commerciale, e preferirebbero mantenere un basso profilo per non attirare ulteriormente le forze speciali. Il rischio maggiore rimane quindi il fuoco incrociato di una possibile guerra di successione interna al cartello, che il governo messicano spera di soffocare prima che il mondo intero arrivi a Guadalajara per il calcio d'inizio.