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Ligue 1

16/01/26, 14:49

Luis Enrique e la rivoluzione del cartellino arancione: il calcio guarda al rugby

Il tecnico del Psg rilancia l’idea di una sanzione intermedia per colmare il vuoto tra giallo e rosso: il modello prevede espulsioni temporanee tra i 10 e i 20 minuti per migliorare lo spettacolo

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Luis Enrique (Shutterstock)

Le recenti dichiarazioni di Luis Enrique hanno riacceso i riflettori sulla necessità di una sanzione intermedia tra il giallo e il rosso. Il tecnico spagnolo ha citato l'eredità di Michel Platini, che già anni fa proponeva di importare dal rugby il concetto di sin-bin. L'idea è quella di introdurre un cartellino arancione per sanzionare quei falli che, pur non essendo violenti, risultano troppo gravi per una semplice ammonizione, come i falli tattici sistematici che spezzano il ritmo della gara e danneggiano lo spettacolo.

Cartellino arancione: come funziona

Il cuore della proposta al vaglio dell'Ifab prevede che il giocatore sanzionato debba abbandonare il rettangolo di gioco per un periodo limitato, solitamente quantificato tra i 10 e i 20 minuti. Durante questo intervallo, l'atleta deve sostare in una zona specifica a bordocampo, lasciando la propria squadra in inferiorità numerica temporanea. Al termine della penalità, il calciatore può riprendere il suo posto alla prima interruzione utile senza intaccare il numero di sostituzioni disponibili, permettendo così di mantenere l'integrità tattica della sfida per il resto del match.

Col cartellino arancione meno proteste e più intrattenimento

La spinta di Luis Enrique e di altri grandi allenatori nasce dai dati raccolti durante le sperimentazioni nei campionati minori britannici, dove l'introduzione dell'espulsione a tempo ha drasticamente ridotto l'aggressività nei confronti degli arbitri. In un calcio sempre più proiettato verso l'entertainment, la riforma eviterebbe il collasso dell'equilibrio agonistico causato da espulsioni definitive comminate nei minuti iniziali. L'obiettivo è chiaro: garantire agli spettatori una competizione il più possibile paritaria tra i due schieramenti, senza però rinunciare a una punizione severa e immediata per chi infrange le regole.