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Coppa del Mondo

13/02/26, 09:40

L’origine della mascotte Ciao dei Mondiali di Italia ‘90 si porta dietro una storia unica

La popolare mascotte dei Mondiali disputati in Italia nel 1990 nasce in modo a dir poco singolare

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Walter Zenga (Getty Images)

Il Mondiale andato in scena in Italia nel 1990 non vede gli Azzurri trionfare, ma si porta comunque dietro una serie di aneddoti davvero curiosi tra cui figura la scelta della mascotte Ciao.

Il nome della mascotte Ciao scelto dagli scommettitori del Totocalcio

L’ideazione della mascotte dei Campionati del Mondo disputati in Italia nel 1990 appartiene al grafico Lucio Boscardin: nel 1985, recandosi in macchina da un cliente mentre prosegue a rilento nel traffico, fissando i semafori e la loro successione di colori (rosso, verde e bianco) Boscardin nota la corrispondenza con i colori della bandiera italiana e immagina in quel momento Ciao, un burattino con un corpo formato da linee snodate tra loro e composte da cubi colorati, mentre per la testa utilizza una sfera che raffigura un pallone bianco con i pentagoni neri.

Ancor più particolare il modo scelto per decidere il nome Ciao che avviene tramite un referendum settimanale con una rosa di cinque nomi (Amico, Beniamino, Bimbo, Ciao, Dribbly) inserita nella schedina del Totocalcio con gli scommettitori che preferiscono Ciao alle altre quattro candidature.

Ciao non porta fortuna all'Italia sconfitta in semifinale dall’Argentina ai Mondiali 1990

Ciao non porta, però, fortuna alla nostra Nazionale: anche se Walter Zenga stabilisce il record d’imbattibilità e non incassa reti nella fase a gironi contro Austria, Stati Uniti e l’allora Cecoslovacchia, proseguendo la striscia positiva negli ottavi con l’Uruguay e nei quarti con la Repubblica d’Irlanda fino al minuto 67 della sfida con l’Argentina quando viene trafitto da Claudio Caniggia, i ragazzi di Azeglio Vicini vengono eliminati dalla compagine Albiceleste ai rigori, chiudendo al 3° posto dopo l’affermazione nella finalina con l’Inghilterra.