L'odissea del calcio: 54 anni e 2.000 stadi per completare il "miracolo" del Groundhopping
La storia incredibile di Tony Incenzo, il tifoso che ha visitato ogni stadio del calcio inglese, dai templi della Premier ai campi fangosi dei dilettanti.

Lo stadio del QPR, dove tutto è iniziato (Shutterstock)
Sotto il cielo di un lunedì dell'Angelo, in un campo fangoso del Lancashire, un uomo di 62 anni ha aggiunto l'ultimo tassello a un mosaico iniziato oltre mezzo secolo fa. Tony Incenzo non è un tifoso comune: è un "groundhopper" estremo, un esploratore degli spalti che ha trasformato la passione per il calcio in una missione di vita. Con il fischio d'inizio di Fulwood Amateurs contro Thornton Cleveleys, Tony ha ufficialmente completato la visita di ogni singolo stadio del sistema "non-league" inglese, un'impresa che abbraccia 48 divisioni e quasi mille club.
Una vita in viaggio: dalle origini al record
Tutto ebbe inizio nel 1981 quando, a soli 17 anni, Tony divenne la persona più giovane a completare il "Giro dei 92", visitando tutti gli stadi della Football League inglese seguendo il suo QPR. Ma invece di fermarsi, decise di spingersi oltre, immergendosi nel cuore pulsante del calcio dilettantistico, dal quinto al decimo livello della piramide. In 54 anni di viaggi, Tony ha visto partite in oltre 2.000 campi non-league, documentando ogni visita con timbri, firme e appunti in un colossale album dei ricordi che oggi è un pezzo di storia dello sport britannico.
I numeri di un'ossessione meravigliosa
Le statistiche di Incenzo sono da capogiro: 2.689 stadi visitati in totale, distribuiti su 5.804 partite. Calcolando il tempo trascorso sugli spalti (esclusi recuperi e tempi supplementari), Tony ha guardato calcio per circa 522.360 minuti, ovvero 363 giorni consecutivi di gioco. Una dedizione che lo ha portato a pianificare weekend folli con cinque partite diverse, incastrando i viaggi tra i villaggi del Devon e le località remote del Nord-Est, tutto pur di non perdere nemmeno un minuto delle partite in casa del suo primo amore: il Queens Park Rangers.
Il QPR: un amore che non ammette assenze
Nonostante i suoi viaggi intorno al mondo e attraverso l'Inghilterra, Tony detiene un record di fedeltà assoluta: dal 1973 non ha perso una singola partita casalinga del QPR, incluse amichevoli e testimonianze. Questa devozione ha sfiorato l'incredibile nel 2011, quando quasi si perse la nascita di sua figlia. Dopo aver dormito su una sedia in ospedale per cinque notti in attesa del lieto evento, Tony è riuscito a vedere la neonata e poi a correre verso Loftus Road appena in tempo per il calcio d'inizio.
Calcio dietro le sbarre: la partita nel carcere di Feltham
Tra le migliaia di esperienze, una delle più insolite risale al 2011, quando Tony fu l'unico spettatore ammesso all'interno del carcere di Feltham per assistere a una partita della squadra dei detenuti. "Mi hanno tolto il telefono e perquisito", ricorda Tony. "Dopo i disordini di Londra, la squadra del carcere era piena di giovani talenti e vinsero la partita". L'uscita fu altrettanto memorabile, con gli altri detenuti che dalle celle insultavano la squadra ospite per aver perso contro i "padroni di casa".
Un museo in casa: la collezione di una vita
La casa di Tony a Stevenage è un vero tempio del calcio. Le pareti sono coperte da migliaia di programmi, biglietti, sciarpe e fotografie autografate. Ogni programma è per lui una "madeleine" di Proust: basta guardare una copertina per visualizzare istantaneamente il campo, il meteo e l'atmosfera di quel giorno. Questa collezione immensa è già stata destinata al National Football Museum, affinché la testimonianza di questa odissea non vada perduta.
Volontari e fognature: l'anima del calcio "povero"
Il calcio non-league sopravvive grazie ai volontari, e Tony ne ha visto l'eroismo in prima persona. Qualche settimana fa, a Sunderland, la partita rischiava di saltare per un problema alle fognature dello stadio. "Un volontario è sceso in un tombino profondo tre metri per risolvere il problema, aiutato da un dirigente della squadra ospite che per fortuna faceva l'idraulico di mestiere", racconta divertito. Sono queste storie umane a rendere speciale il viaggio di Tony, molto più dei grandi palcoscenici internazionali.
L'avventura non finisce mai
Sebbene il traguardo dei campi non-league sia stato raggiunto, l'album di Tony resta aperto. Il sistema calcio è fluido: ogni anno nuovi club vengono promossi, altri si sciolgono e altri ancora costruiscono nuovi stadi (come l'Everton in questa stagione). "Il mio obiettivo ora è vedere una partita in ogni paese d'Europa e magari andare al Mondiale in America", confessa. Per Tony Incenzo, il calcio non è solo uno sport, è un modo di vivere che non conosce la parola "fine".