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Premier League

28/02/26, 12:57

Lo United si svena per Amorim: esonero a cifre record

Costi elevatissimi per l'allontanamento del portoghese dopo un anno di fallimenti

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Il Manchester United, quotato alla Borsa di New York, è obbligato a rendere pubblici i propri conti e l’ultimo documento finanziario ha acceso i riflettori sul costo dell’esonero di Rúben Amorim. Il tecnico portoghese è stato sollevato dall’incarico lo scorso 5 gennaio, dopo appena 14 mesi di gestione costellati di sconfitte e nei quali si registra anche la pesante sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham. Tra la liquidazione per lui e per i cinque membri del suo staff, il club ha accantonato 18,1 milioni di euro, pari a 15,9 milioni di sterline. A questa cifra si aggiungono altri 7,2 milioni ancora dovuti allo Sporting Lisbona per il tesseramento anticipato nel 2024.

Un vero salasso

Nel complesso, l’operazione Amorim potrebbe pesare per oltre 37 milioni di euro considerando anche l’ingaggio e le altre voci legate al contratto. Un esborso significativo, maturato non solo per i risultati sportivi al di sotto delle aspettative, ma anche per la rottura con i vertici societari. Amorim ha chiuso la sua esperienza con 25 vittorie in 63 partite. Dopo l’esonero, la squadra è stata affidata temporaneamente a Darren Fletcher prima dell’intervento di Michael Carrick, che da ex bandiera ha capito subito quali tasti toccare e riportato tutti sui giusti binari fino alla zona Champions League.

Una pessima gestione

Non è la prima volta che lo United affronta costi rilevanti per un cambio in panchina. Con Erik ten Hag, predecessore di Amorim, il club aveva sostenuto un esborso di 11,9 milioni di euro. Parallelamente, la società ha avviato una profonda ristrutturazione interna con 450 posti di lavoro tagliati. Una scelta che ha contribuito alla chiusura del semestre luglio-dicembre 2025 con un utile di 37,4 milioni di euro. La qualificazione alla Champions League rappresenterebbe ora un ulteriore tassello per rafforzare i conti sotto la gestione di Jim Ratcliffe, che finora tuttavia ha visto spesso fare clamorosi passi indietro: evitarli è l'unico modo per tornare competitivi e agli antichi fasti.