Liverpool, l'era Slot al capolinea? Oltre il fallimento in FA Cup c'è un'identità perduta
La pesante sconfitta contro il Manchester City mette a nudo le fragilità del Liverpool di Arne Slot. Tra crisi tattica e spettro esonero, i Reds si giocano tutto in Champions.

Arne Slot, allenatore del Liverpool (Shutterstock)
Per la proprietà del Liverpool, il gruppo FSG (Fenway Sports Group), la FA Cup non è mai stata l’ago della bilancia per giudicare un allenatore. Lo sanno bene i predecessori di Arne Slot: vincere una coppa nazionale non salvò Kenny Dalglish nel 2012 e, allo stesso modo, l’eliminazione ai quarti di sabato scorso non sposterà di un millimetro il giudizio dei vertici societari sulla stagione. Tuttavia, è il modo in cui i Reds sono stati travolti dal Manchester City — un umiliante 4-0 maturato in soli venti minuti di blackout — a far scattare l'allarme rosso tra Liverpool e Boston. Quella che un tempo era la squadra dei "mostri della mentalità" sotto la guida di Klopp, oggi appare come una compagine fragile e rassegnata, incapace di reagire alle avversità.
Una difesa di carta e l'ombra di Xabi Alonso
La capitolazione all'Etihad Stadium è stata totale. Dopo un inizio promettente, il Liverpool è letteralmente evaporato sotto i colpi di Erling Haaland. Errori individuali grossolani di veterani come Virgil van Dijk e Joe Gomez, uniti alla passività di Florian Wirtz e Ibrahima Konaté, hanno reso la vita fin troppo facile ai Citizens. Mentre la squadra affondava, nel settore ospiti si alzavano cori per Xabi Alonso, l'ex idolo di Anfield recentemente liberatosi dal Real Madrid. È il segnale più chiaro di una fiducia che sta venendo meno: i tifosi iniziano a vedere in Slot il responsabile di una regressione tattica che vede gli avversari penetrare con imbarazzante facilità tra le linee dei Reds.
Numeri da crisi profonda
Il bilancio stagionale è impietoso: quella contro il City è stata la 15ª sconfitta dell'anno, un dato che non si registrava dalla stagione 2014-15, l'ultima della gestione Rodgers. Per la quinta volta in questa annata, il Liverpool è stato sconfitto con tre o più gol di scarto, dimostrando una vulnerabilità cronica. Slot si è difeso citando le statistiche degli xG (gol attesi) e sottolineando come Mo Salah ed Ekitike abbiano sprecato occasioni cruciali sullo 0-0, ma la realtà del campo racconta di un divario immenso con le big. Il gap con il City, che solo un anno fa vedeva il Liverpool trionfare nel cammino verso il titolo, si è trasformato in un abisso di nove gol subiti e uno solo segnato nei tre scontri diretti stagionali.
Ultima chiamata: la Champions o il baratro
Con la Premier League ormai sfuggita e le coppe nazionali archiviate, ad Arne Slot resta una sola via di fuga: la Champions League. Mercoledì il Liverpool affronterà i campioni in carica del Paris Saint-Germain al Parco dei Principi, una sfida che incute timore vista la forma smagliante di Dembélé e Kvaratskhelia. Per FSG la priorità resta la qualificazione alla prossima Champions (fondamentale per i ricavi), ma con un calendario che prevede scontri diretti con Everton, Manchester United e Aston Villa, anche l'obiettivo quinto posto appare in bilico. Senza un "miracolo europeo" o una reazione d'orgoglio immediata, il regno di Slot rischia di sgretolarsi definitivamente prima ancora della fine di maggio.