Lezione di stile di Mo Salah: panchina amara a Parigi, ma l'atteggiamento è da vero leader
Nonostante l'esclusione nel match di Champions League contro il PSG, Mohamed Salah impressiona Gerrard e Pearce per la sua professionalità nel post-partita.

Salah, attaccante del Liverpool rimasto fuori nel match contro il Paris Saint Germain (Shutterstock)
Il Liverpool esce dal Parco dei Principi con le ossa rotte, sconfitto per 2-0 dal Paris Saint-Germain nell'andata dei quarti di finale di Champions League. Tuttavia, a far discutere non è stata solo la prestazione opaca dei Reds - incapaci di centrare lo specchio della porta per tutta la gara - ma anche la clamorosa esclusione di Mohamed Salah. Il fuoriclasse egiziano, giunto ormai agli ultimi mesi della sua leggendaria carriera ad Anfield, è rimasto seduto in panchina per tutti i 90 minuti per scelta tecnica di Arne Slot, assistendo impotente alle reti di Doué e Kvaratskhelia.
La professionalità prima di tutto
Nonostante il "brutale snub" subìto in una delle partite più importanti della stagione, Salah ha risposto con una maturità che ha lasciato a bocca aperta gli addetti ai lavori. Al termine della gara, mentre i compagni rientravano negli spogliatoi, l'egiziano è rimasto sul terreno di gioco per svolgere il consueto programma di corsa post-partita. Stuart Pearce, colpito dalla scena, ha lodato pubblicamente l'attaccante ai microfoni di talkSPORT: "In un momento in cui il suo atteggiamento avrebbe potuto essere pessimo, considerando che gli restano poche partite col Liverpool e non è stato schierato quando c'era bisogno di gol, lui era lì davanti a tutti a correre. Bisogna solo lodarlo".
Il plauso di Steven Gerrard
Anche l'icona del club Steven Gerrard ha espresso ammirazione per la mentalità del numero 11. Secondo l'ex capitano dei Reds, il fatto che Salah abbia svolto lavoro extra subito dopo la sconfitta dimostra che la sua mente è già proiettata alla prossima sfida di Premier League contro il Fulham. Nonostante la delusione, il "Re d'Egitto" ha preferito mantenere il silenzio stampa, declinando gentilmente le interviste a bordo campo per rientrare negli spogliatoi dopo il differenziato. Un comportamento che conferma perché, dopo nove stagioni e innumerevoli trofei, Salah resti il punto di riferimento morale di uno spogliatoio che si prepara a salutarlo a fine stagione.