Le regole della FIFA sul cambio di nazionalità: tutto quello che c’è da sapere

Scopri come funzionano le regole FIFA per il cambio di nazionalità dei calciatori. Dai casi storici alle 5 condizioni per cambiare maglia.

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Mateo Retegui, oriundo italiano (ShutterStock)

Il calciatore dell'Inter Ange-Yoan Bonny è solo l'ultimo nome illustre ad aver usufruito dei regolamenti FIFA per cambiare la nazionale da rappresentare. L'attaccante ha infatti ufficializzato il suo passaggio dalla Francia alla Costa d'Avorio proprio alla vigilia dei Mondiali. Se convocato, Bonny potrà scendere in campo nella rassegna iridata con gli ivoriani. Ma come è possibile tutto questo? La FIFA prevede criteri molto rigidi, ma anche diverse aperture, che permettono a un atleta di sposare una nuova causa sportiva a patto di dimostrare una chiara idoneità legale e anagrafica con il nuovo Paese.

La svolta del 2021: addio al vecchio vincolo cieco

In passato, il regolamento della FIFA era categorico: bastava collezionare un solo minuto in una partita ufficiale con la nazionale maggiore per rimanere legati a quel Paese per il resto della carriera. Nel 2021, tuttavia, è stata introdotta una riforma cruciale. Oggi i calciatori che hanno disputato un massimo di tre partite con la nazionale maggiore prima di aver compiuto 21 anni possono richiedere il cambio di federazione. Sebbene spetti a ciascuna delle 211 federazioni membre della FIFA verificare l'effettiva idoneità dei propri iscritti, l'organo internazionale ha codificato cinque scenari specifici in cui il "trasferimento" è consentito.

I primi due scenari: la trafila nelle nazionali giovanili

Le prime due circostanze riguardano i calciatori che hanno rappresentato la nazione d'origine esclusivamente a livello giovanile. Nel primo caso, il giocatore possedeva già la doppia cittadinanza (ed era quindi già registrato con entrambi i Paesi) al momento delle sue apparizioni giovanili. Nel secondo caso, pur non avendo la doppia registrazione iniziale, l'atleta ha disputato la sua ultima partita con le giovanili del primo Paese prima del compimento dei 21 anni e rispetta i requisiti di base (legati alla nascita o alla residenza) previsti dalle linee guida della FIFA.

Il terzo scenario: il debutto con la nazionale maggiore

Il terzo scenario regolamenta i casi più complessi, ovvero quelli di chi ha già esordito con la nazionale maggiore di un Paese ma desidera cambiare. Per farlo, devono coesistere sei precise condizioni: il calciatore doveva già avere la doppia cittadinanza al momento del debutto con la prima nazionale; non deve aver giocato con quest'ultima dopo i 21 anni; non deve aver superato le tre presenze complessive in nazionale maggiore; devono essere passati almeno tre anni dalla sua ultima apparizione e, infine, non deve aver mai preso parte a un grande torneo internazionale (come un Mondiale o un saggio continentale) con la prima maglia.

Gli ultimi due casi: geopolitica e perdita della cittadinanza

Le ultime due finestre d'accesso della FIFA coprono situazioni geopolitiche o straordinarie. Il quarto scenario si applica quando un calciatore desidera rappresentare una nazione che non era ancora membro della FIFA al momento del suo debutto con la prima selezione. Il quinto e ultimo caso, invece, tutela l'atleta che ha sì giocato in una partita ufficiale con il primo Paese, ma che successivamente perde in modo permanente e contro la propria volontà la cittadinanza originaria a causa di un provvedimento governativo, purché sia già in possesso dei requisiti per rappresentare la nuova federazione.

Da Diego Costa a Declan Rice: i precedenti illustri

Queste riforme hanno sanato situazioni che in passato venivano gestite sfruttando le pieghe del regolamento attraverso le sole partite amichevoli. Un esempio celebre è quello di Diego Costa, che nel 2014 scelse la Spagna dopo aver giocato due amichevoli con il Brasile nel 2013. Storia simile per il centrocampista inglese Declan Rice, il quale nel 2019 scelse l'Inghilterra nonostante avesse già collezionato tre presenze con la nazionale maggiore della Repubblica d'Irlanda, tutte quante accumulate, però, all'interno di match non ufficiali.