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Le paure di Sir Alex Ferguson: la leggenda del Manchester United si confessa su demenza e affetti

Sir Alex Ferguson si confessa sul timore della demenza senile e sul ricordo della moglie Cathy. Il racconto dell'icona del Manchester United tra salute, memoria e famiglia.

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Alex Ferguson (Shutterstock)

In una rara e toccante intervista concessa a The Observer, la leggenda del Manchester United Sir Alex Ferguson ha aperto il proprio cuore parlando apertamente della paura della demenza senile e del ricordo dell'indimenticabile moglie Cathy. L'ottantaquattrenne scozzese, che ha speso ben 17 anni della sua carriera da calciatore tra gli anni '50 e '60 prima di diventare uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, ha ammesso quanto il tema della salute cerebrale rappresenti una preoccupazione costante per la sua quotidianità.

Il timore della malattia e l'esempio di Jake LaMotta

Mentre diversi studi evidenziano una correlazione diretta tra i colpi di testa subiti nei decenni scorsi e lo sviluppo di patologie neurodegenerative, Sir Alex non nasconde le proprie inquietudini personali: "È qualcosa che mi preoccupa perché ho colpito tantissimi palloni di testa nella mia carriera. La demenza è una sfida per chiunque invecchi", ha spiegato Ferguson, ricordando con un sorriso l'esempio del pugile Jake LaMotta, vissuto fino a 95 anni nonostante i 106 incontri disputati sul ring. La malattia colpisce da vicino la sua famiglia: il fratello Martin ne è affetto e per stargli vicino il tecnico ha recentemente acquistato una casa a Glasgow, dove cura anche il memoriale della moglie.

L'allenamento della memoria e il superamento dell'emorragia cerebrale

Per mantenere la mente agile e allenata, Ferguson si dedica quotidianamente alla lettura e ai quiz online: "Leggo molto e faccio tanti test su YouTube. Se non raggiungo il 70% delle risposte corrette capisco di essere in difficoltà". L'ex manager dei Red Devils ha anche ricordato il drammatico momento vissuto nel 2018 a causa di un'emorragia cerebrale che lo aveva privato temporaneamente della parola: "È stato terrorizzante perdere la voce. Una terapista mi chiedeva di scrivere i nomi di fiumi o animali per aiutarmi a recuperarli. Quando sono tornato a Old Trafford dopo quattro mesi ero spaventato, ma l'affetto della gente è stato fantastico".

Il ricordo commosso della moglie Cathy

Spazio infine per il commovente tributo alla compagna di una vita, scomparsa dopo quasi sessant'anni di matrimonio: "Cinquantanove anni insieme sono davvero un periodo lungo. Cathy aveva una fortissima fede e si considerava prima di tutto moglie e madre. Non si è mai intromessa nel mio lavoro da manager, sapendo quanto fosse impegnativo. Una donna fantastica e una madre eccezionale per i nostri figli". Un legame profondo che continua a guidare l'indimenticato allenatore scozzese.