LaLiga e Barcellona, asse Tebas-Laporta: "Siamo in ottimi rapporti, ma nessuna scorciatoia sui regolamenti"
Javier Tebas commenta la ritrovata sintonìa con Joan Laporta e il Barcellona: massima trasparenza istituzionale, ma il rispetto delle regole del Fair Play finanziario resta tassativo.

Joan Laporta, presidente del Barcellona (Shutterstock)
Il clima tra i vertici del calcio spagnolo e il Barcellona sembra essere decisamente cambiato, virando verso una forte distensione istituzionale. Il presidente della LaLiga, Javier Tebas, ha commentato pubblicamente l'ottimo stato dei rapporti con il club blaugrana e con il suo massimo dirigente, Joan Laporta. Intervenendo a margine dei corsi estivi dell'Università Complutense di Madrid a San Lorenzo de El Escorial, Tebas ha chiarito che non vi è alcun motivo di nascondere questa ritrovata armonia, soprattutto dopo che lo stesso Laporta, durante la sua cerimonia di insediamento, si era riferito a lui definendolo un "amico".
Rispetto istituzionale e il parallelo con il Real Madrid
Nonostante le dichiarazioni d'affetto e la partecipazione agli eventi del club, Tebas ci ha tenuto a tracciare un confine molto netto tra la diplomazia e le decisioni regolamentari. Il presidente della lega calcistica spagnola ha infatti garantito che questa "buona relazione" non influirà in alcun modo sulle scelte ufficiali e sui controlli che l'organizzazione esercita nei confronti della società catalana. Per dimostrare la sua totale terzietà, Tebas ha aggiunto che se Florentino Pérez lo invitasse alla cerimonia di insediamento per la presidenza del Real Madrid, ci andrebbe senza alcuna esitazione. Il numero uno di LaLiga ha spiegato che i periodi di divergenza esistono e sono normali, ma ciò che conta è non perdere mai il binario del reciproco rispetto istituzionale.
I nodi del Fair Play e la regola dell'1:1
L'attenzione dei media si è poi spostata sul tema più scottante: la situazione economica del Barcellona e il rispetto della famosa regola dell'1:1, il meccanismo che consente ai club di spendere sul mercato soltanto cifre equivalenti a quelle incassate tramite le cessioni o il risparmio sul monte ingaggi. Alla domanda se i blaugrana stiano finalmente rispettando questo parametro, Tebas ha espresso un parere ottimista ma prudente: "Penso di sì, anche se alla fine spetta a loro saperlo con esattezza". Il presidente ha inoltre ricordato le linee guida sui bilanci, spiegando che l'acquisto di un calciatore va ammortizzato sulla durata del contratto: investire 100 milioni di euro su un accordo quinquennale significa avere un impatto a bilancio di 20 milioni all'anno. In chiusura, una battuta anche sulle polemiche arbitrali: a detta del patron della lega, se ci sono due squadre in Spagna che proprio non possono lamentarsi di eventuali "sabotaggi" da parte dei direttori di gara, quelle sono proprio il Real Madrid e il Barcellona.