La metamorfosi dell'Arsenal: perché Arteta ha abbandonato il "modello Guardiola" per vincere
Mikel Arteta sta portando l'Arsenal verso il titolo della Premier League, ma con una strategia inaspettata. Jamie Carragher analizza la svolta tattica dei Gunners.

Arteta, manager dell'Arsenal (Shutterstock)
Quando Mikel Arteta ha preso le redini dell'Arsenal, l'aspettativa generale era chiara: avrebbe trasformato i Gunners in una copia fedele del Manchester City del suo mentore, Pep Guardiola. Per i primi anni, il progetto sembrava seguire esattamente quel copione fatto di possesso palla ipnotico e calcio estetico. Tuttavia, secondo l'ex difensore e oggi opinionista Jamie Carragher, Arteta ha dovuto compiere una drastica inversione di rotta per colmare il divario con l'élite. Rendendosi conto che sfidare il City sul piano del puro palleggio era una missione "destinata al fallimento", il tecnico spagnolo ha forgiato una squadra più pragmatica, fisica e, per certi versi, cinica, che oggi vanta nove punti di vantaggio in vetta alla Premier League.
Oltre l'estetica: la forza dei calci piazzati
L'Arsenal attuale è diventato un maestro assoluto delle situazioni da fermo, segnando una quantità industriale di gol da corner e punizioni. Questo cambiamento ha attirato critiche, con alcuni osservatori che accusano la squadra di essere diventata "monodimensionale" o legata a un modo di giocare "vecchio stile". Carragher ammette che queste critiche hanno una base di verità, ma sottolinea come questa evoluzione sia stata una necessità meccanica: l'Arsenal "bello ma fragile" di due anni fa era eccellente, ma il City era semplicemente superiore. Per battere il maestro, l'allievo ha dovuto iniettare dosi massicce di sostanza, cattiveria agonistica e una gestione della partita molto più scaltra, allontanandosi dall'immagine di squadra "morbida" che l'aveva perseguitata per anni.
La caccia al quadruplo e la prova del nove
Il nuovo Arsenal, definito da Carragher come "più oscuro e risoluto", si trova ora in corsa per uno storico quadruple. Il primo grande ostacolo sul cammino di Arteta sarà proprio la finale di Carabao Cup contro il Manchester City, in programma questa domenica. Sarà il banco di prova definitivo per capire se questa nuova identità tattica possa davvero scardinare il dominio di Guardiola. Con lo scontro diretto in campionato all'Etihad Stadium che si avvicina, la strategia dei Gunners non punta più a specchiarsi nella bellezza del gioco, ma a distruggere il ritmo degli avversari e colpire con precisione chirurgica, dimostrando che per vincere la Premier League dopo 22 anni, la sostanza conta molto più dell'immagine.