La fine di un'era: cosa lascia Pep Guardiola alla Premier?

Dopo 10 anni e 20 trofei vinti, Pep Guardiola dirà addio al Manchester City a fine stagione, segnando la fine di uno dei cicli più vincenti della storia del calcio.

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UNA CHAMPIONS, 6 PREMIER LEAGUE… 

Un Mondiale per club, 3 FA Cup, 5 League Cup, 3 Community Shield e una Supercoppa UEFA: sono questi tutti i titoli vinti da Pep Guardiola nel suo periodo al Manchester City. 

Ma non sarà un po’ limitante parlare solo dei trofei? 

GUARDIAMO ANCHE I RECORD DELLA PREMIER LEAGUE ALLORA: 

Record di punti in una stagione: 

Pre Guardiola: Chelsea 04/05 (95)

Post Guardiola: Man City 17/18 (100)

Vittorie consecutive:

Pre Guardiola: Arsenal 01/02 (14)

Post Guardiola: Man City 17/18-19/20 (18)

Gol fatti: 

Pre Guardiola: Chelsea 09/10 (103)

Post Guardiola: Man City 17/18 (106)

Premier consecutive: 

Pre Guardiola: Man Utd (3)

Post Guardiola: Man City (4)

E il suo City è anche il primo ad aver raggiunto: 

Le 100 vittorie in Premier 

Le 250 vittorie in Premier 

I 500 punti in Premier 

I 500 gol in Premier  

HA CAMBIATO PER SEMPRE LO STATUS DEL CLUB

Il City aveva già vinto dei trofei prima dell’arrivo di Pep, ma con lui c’è stato il salto di qualità.

Con Guardiola in panchina, i Citizens sono diventati la squadra da battere in Inghilterra. E anche in Europa hanno conquistato 2 finali di Champions e hanno spesso combattuto con il Real Madrid in partite epiche. 

Ed ha anche cambiato la percezione di Manchester: prima di lui era la terra dello United di Ferguson. Oggi la storia è cambiata. 

E HA LASCIATO I SUOI EREDI IN GIRO PER IL MONDO 

Luis Enrique, Mikel Arteta, Vincent Kompany, Xabi Alonso, Andoni Iraola ed Enzo Maresca (principale candidato a sostituirlo al Manchester City) sono solo alcuni degli allenatori cresciuti seguendo le orme del tecnico spagnolo. 

La prima grande rivoluzione è stata al Barcellona: dal tiki-taka in poi il calcio è cambiato. Merito di Pep. 

E ORA? IL SUO PIANO È BADAR

Probabilmente si prenderà, almeno, un anno sabbatico. 

Non è la prima volta che prende questa decisione: fece la stessa cosa tra l’esperienza al Barça e quella al Bayern, dove ne approfittò per arrivare pronto imparando il tedesco. 

In fondo lo aveva detto la scorsa estate a GQ: «Dopo il City ho deciso di fermarmi. Per quanto? Non lo so, devo prendere del tempo per me stesso, ascoltare il mio corpo e semplicemente badar. 

In catalano significa lasciarsi andare, prendere il lusso di osservare il mondo. Mio nonno diceva che le mucche guardano il treno che passa e io voglio fare lo stesso. 

Il mio piano è chiaro: fermarmi e badar».