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11/03/26, 13:30

Kyle Walker dice addio alla Nazionale: si chiude l'era del "muro" dei Tre Leoni

Kyle Walker annuncia il ritiro ufficiale dalla Nazionale inglese. Con 96 presenze e cinque grandi tornei disputati, il difensore del Burnley lascia un'eredità indelebile.

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Kyle Walker, ex difensore del MIlan (Shutterstock)

Un pezzo di storia recente del calcio inglese saluta la scena internazionale. Kyle Walker, il trentacinquenne difensore attualmente in forza al Burnley, ha annunciato il suo ritiro immediato dalla Nazionale inglese. Con 96 presenze all'attivo, Walker chiude un capitolo durato 14 anni, durante i quali è diventato una colonna portante della difesa dei Tre Leoni. Il terzino ha descritto il suo percorso come un "viaggio travolgente", dichiarandosi orgoglioso per aver contribuito a cambiare la percezione della Nazionale agli occhi dei media e dei tifosi, riducendo quella pressione asfissiante che storicamente gravava sulla maglia dell'Inghilterra.

Una carriera tra record e velocità pura

Dall'esordio nel 2011 contro la Spagna (subentrando proprio al suo attuale allenatore al Burnley, Scott Parker) fino all'ultima apparizione nel giugno 2025, Walker è stato l'uomo di fiducia di ben sei commissari tecnici. Dotato di una velocità straordinaria che lo ha reso uno dei pochi difensori al mondo capace di contenere stelle del calibro di Kylian Mbappé, il nativo di Sheffield ha partecipato a due Mondiali e tre Europei. Sotto la guida di Gareth Southgate, è stato il vice-capitano e un elemento tattico fondamentale, capace di adattarsi sia come terzino destro che come terzo di difesa, sfiorando la gloria eterna nelle due finali europee consecutive perse nel 2021 e nel 2024.

L'eredità e il futuro dell'Inghilterra

Nonostante il desiderio di raggiungere il prestigioso traguardo delle 100 presenze, Walker ha accettato con realismo la nuova direzione tecnica di Thomas Tuchel, che lo aveva escluso dalle ultime convocazioni. Con il passaggio di consegne ideale verso Reece James, Walker lascia il testimone consapevole di aver segnato un'epoca. Oltre ai successi con il Manchester City, il suo lascito in Nazionale risiede nella leadership e nella professionalità dimostrata in 96 battaglie. "Oggi quel libro si chiude", ha concluso il difensore, augurando ai suoi successori di portare con lo stesso onore quella maglia che lui ha vestito con dedizione sin dal debutto a Wembley.