Javier Clemente senza filtri: attacco frontale a Bielsa e verità scomode sull'Athletic Club
Javier Clemente spara a zero: definisce Bielsa un tecnico "del dodicesimo secolo" e analizza la crisi dell'Athletic Club tra critiche alla dirigenza e il futuro dopo Valverde.

Marcelo Bielsa, all'Athletic Club dal 2011 al 2013 (Shutterstock)
Il calcio basco viene scosso ancora una volta dalle dichiarazioni al vetriolo di Javier Clemente. Lo storico allenatore, capace di vincere due volte la Liga, una Copa del Rey e una Supercoppa di Spagna alla guida dell'Athletic Club negli anni Ottanta, è tornato a parlare ai microfoni del programma 'SER Deportivos' di Radio Bilbao. Clemente non ha usato giri di parole per esprimere tutto il suo risentimento verso la gestione societaria e le passate scelte tecniche dei leoni di San Mamés, dando vita a un nuovo capitolo della sua personale e accesissima guerra mediatica.
Il durissimo affondo contro Marcelo Bielsa: "È un allenatore del XII secolo"
Uno dei passaggi più clamorosi dell'intervista ha riguardato Marcelo Bielsa, tecnico argentino che ha guidato l'Athletic Club dal 2011 al 2013. Nonostante "el Loco" sia rimasto una figura molto amata a Bilbao per via di una prima stagione spettacolare sotto il profilo del gioco, Clemente ha espresso un giudizio calcistico a dir poco impietoso. "Se l'Athletic vuole retrocedere in Seconda Divisione, quello che deve fare è ingaggiare Bielsa", ha tuonato il nativo di Baracaldo, rincarando la dose e definendolo "un allenatore antiquato, con concetti di gioco del dodicesimo secolo". Un'avversione, quella verso l'argentino, che Clemente portava avanti già da anni, convinto che una sua ulteriore permanenza all'epoca avrebbe condotto il club alla retrocessione.
L'analisi sulla crisi dell'Athletic e l'addio di Valverde
Clemente ha poi tracciato il bilancio di una stagione sportivamente molto complicata per i biancorossi, conclusasi con appena 45 punti in classifica, a sole tre lunghezze dalla zona retrocessione. Pur invitando l'ambiente a trarre insegnamenti positivi dalle difficoltà, l'ex CT ha descritto l'annata come negativa, caratterizzata da un gioco regolare, troppi infortuni e continui alti e bassi che hanno tolto consistenza alla squadra. Parole d'affetto totale sono state invece dedicate a Ernesto Valverde, che ha appena lasciato la panchina del club. "Lo amo alla follia, lo acquistai io come giocatore", ha ricordato Clemente, evidenziando il forte legame personale pur sottolineando la differenza caratteriale: "Io mi arrabbio ed esplodo, Ernesto invece è silenzioso, fa poco rumore e non si espone pubblicamente". Rispetto al sostituto di Valverde, il tecnico tedesco Edin Terzic, Clemente si è mostrato scettico pur mantenendo una speranza: "Non ho idea di chi lo abbia portato, ma spero sia bravo".
Il rapporto tormentato con il club: "Mi hanno fatto centinaia di tiri mancini"
Il legame tra Clemente e l'Athletic Club resta profondo ma costellato di forti tensioni emotive e retroscena amari. L'ex allenatore ha confessato quasi con stupore la sua incrollabile fede calcistica: "Non so come faccio a continuare a essere dell'Athletic con le centinaia di tiri mancini che mi hanno fatto qui". Ha poi escluso categoricamente una sua futura candidatura alla presidenza, definendola l'unica cosa che non farebbe mai nel calcio. Infine, Clemente ha rievocato un vecchio aneddoto legato a quando avrebbe voluto allenare la squadra filiale, il Bilbao Athletic, e gli fu negato da un dirigente dell'epoca (Gorka Izagirre): "Si dedicava al txakoli. Un delinquente, calcisticamente parlando, un vero e proprio mascalzone".