Italia, casting per il dopo Gattuso: è duello Mancini-Conte, ma spunta il sogno Guardiola
Dopo il fallimento mondiale, l'Italia cerca un nuovo CT. In pole il ritorno di Mancini o l'energia di Conte, mentre resta viva la clamorosa suggestione Pep Guardiola per rifondare la Nazionale.

Pep Guardiola, in lizza per la panchina dell'Italia (Shutterstock)
L'ennesima "apocalisse" calcistica italiana non ha solo lasciato l'amaro in bocca per la mancata qualificazione ai Mondiali 2026, ma ha ufficialmente aperto il casting per la panchina azzurra. Con le probabili dimissioni di Gabriele Gravina e l'addio quasi certo di Rino Gattuso, volato a Marbella per riflettere sul suo futuro, la Federazione si trova nuovamente a un punto di rottura. Il patto tra l'attuale CT e Gigi Buffon sembra destinato a sciogliersi prima del previsto, lasciando spazio a una ricostruzione che questa volta non può permettersi errori di valutazione.
Il ritorno dei "Grandi Ex": Testa a testa Mancini-Conte
In cima alla lista dei desideri per il dopo-Gattuso figurano due profili che conoscono fin troppo bene l'ambiente di Coverciano. Roberto Mancini, l'uomo del trionfo a Euro 2020, resta un candidato forte nonostante il turbolento addio del passato. La sua capacità di ricostruire dalle macerie e inventare nuovi sistemi di gioco è fuori discussione, e un cambio ai vertici della FIGC potrebbe sanare definitivamente le vecchie ferite. Parallelamente, resta caldissima la pista che porta ad Antonio Conte. Il tecnico leccese, pur legato al Napoli da un rapporto complesso con De Laurentiis, rappresenta la garanzia di quella ferocia agonistica e solidità mentale che sono mancate nella tragica notte di Zenica. Il problema resta il tempismo: l'Italia ha bisogno di una guida operativa già per le amichevoli di giugno, e Conte dovrebbe liberarsi in tempi record.
Oltre i confini: La suggestione Guardiola e il nodo Allegri
Se la pista interna porta ai soliti noti, il sogno proibito che infiamma le discussioni nelle ultime ore ha un nome e un cognome: Pep Guardiola. Il tecnico catalano - come spiegato dalla Gazzetta dello Sport - è prossimo a concludere il suo ciclo leggendario al Manchester City e la prospettiva di una sfida internazionale alla guida di una nazionale storica come quella italiana sarebbe la "scommessa definitiva". Sebbene l'operazione sembri finanziariamente fuori portata, il supporto degli sponsor potrebbe rendere possibile l'impossibile. Più complicate le alternative "di casa": Massimiliano Allegri è blindato dal Milan, mentre Gasperini e Spalletti appartengono ormai a capitoli diversi. Chiunque siederà in panchina dovrà affrontare la sfida più grande: estirpare la paura che paralizza gli azzurri nei momenti decisivi.
Una riforma necessaria per sopravvivere
Al di là del nome del successore, il fallimento contro la Bosnia ha certificato che il problema dell'Italia non è solo tecnico, ma strutturale. Il nuovo commissario tecnico erediterà un gruppo che ha mostrato preoccupanti limiti di personalità, passando dalla verticalità di inizio ciclo a un possesso palla orizzontale e timoroso. Per evitare di compromettere anche gli impegni del 2028 e del 2030, serve un cambio di passo che coinvolga Lega e club: la richiesta di una "settimana di salute pubblica" durante la stagione per permettere al CT di lavorare sui ritmi internazionali non è più un lusso, ma una necessità per non presentarsi ai playoff con il "braccino corto".