Iniesta si racconta: "Fare l'allenatore è più stressante, ma non posso chiedere di più alla mia carriera"
Andrés Iniesta parla della sua nuova avventura da allenatore al Gulf United, il sogno Barça e l'inaugurazione della sua mostra immersiva a Barcellona.

Iniesta, ex stella del Barcellona e della Nazionale spagnola (Shutterstock)
Dopo aver scritto pagine indelebili nella storia del calcio globale, Andrés Iniesta esplora il gioco da una nuova prospettiva: quella della panchina. In una lunga intervista concessa ai microfoni di MARCA, l'eroe di Johannesburg ha analizzato il suo presente alla guida tecnica del Gulf United e le tappe per completare il percorso di formazione da allenatore, tracciando al contempo un bilancio senza rimpianti della propria vita calcistica e presentando un nuovo e intimo progetto espositivo a Barcellona.
La nuova vita da mister e il sogno Barcellona
Sedere in panchina richiede un cambio di mentalità netto rispetto alla routine da calciatore, come ammesso con grande trasparenza dallo stesso manchego: «Essere allenatore è un po' più stressante rispetto a quando giochi, perché devi gestire ed elaborare molte più variabili contemporaneamente». Alla guida del Gulf United, Iniesta sta mettendo a frutto il bagaglio di esperienze accumulato ai massimi livelli per trasmetterlo alle nuove leve, in attesa di completare ad ottobre l'ultimo step per il conseguimento del patentino UEFA PRO. Interrogato su un eventuale futuro sulla panchina del Barcellona, l'ex numero 8 frena senza chiudere la porta: «Sarebbe bello, ma è un percorso diverso. Da piccolo il mio unico obiettivo non negoziabile era giocare e trionfare nel Barça; ora la priorità è formarmi giorno dopo giorno».
Un percorso perfetto e lo sguardo alla Selección
Guardando indietro agli anni trascorsi sui terreni di gioco di tutto il mondo, l'autore del gol vittoria nei Mondiali del 2010 esprime profonda gratitudine per il proprio cammino sportivo e umano: «Non posso muovere un singolo appunto alla mia carriera. Sono stato un fortunato a poter fare ogni giorno ciò che mi appassionava di più». Un legame speciale rimane quello con la nazionale spagnola, reduce dal secondo trionfo mondiale vissuto da tifoso sugli spalti: «Avere una stella è fantastico, ma conquistarne due ci proietta su un altro livello. Questa generazione ha tutte le carte in regola per fare cose straordinarie negli anni a venire, e per il Pallone d'Oro mi auguro che il riconoscimento vada a un calciatore spagnolo».
'Iniesta Experience: El Juego Interior', il lato umano del campione
Parallelamente alle sue ambizioni da allenatore, prende il via presso l'ex cinema IMAX del Port Vell a Barcellona la "Iniesta Experience: El Juego Interior". Sviluppata in collaborazione con Stoneweg e NSN, la mostra immersiva si articola in otto sale tecnologiche e interattive nate per ripercorrere l'ascesa del ragazzo di Fuentealbilla. Oltre alle grandi giocate e ai trofei sollevati al cielo, il percorso espositivo accende i riflettori sulla dimensione intima e complessa del professionista: la gestione della pressione mediatica, la vulnerabilità, la resilienza e l'importanza della salute mentale nello sport d'élite.