Il Senegal sfida la CAF: parata con la coppa "scippata" a Parigi, scoppia il caso internazionale
Clamorosa protesta del Senegal a Parigi: la squadra sfila con la Coppa d'Africa 2026 nonostante la CAF abbia assegnato il titolo al Marocco a tavolino.

Il Senegal è al centro di un caso internazionale (Shutterstock)
Il calcio africano sta vivendo uno dei suoi capitoli più surreali e tesi di sempre. Sabato 28 marzo 2026, lo Stade de France di Parigi è diventato il palcoscenico di un atto di insubordinazione sportiva senza precedenti. Prima dell'amichevole contro il Perù (vinta poi 2-0 dai senegalesi), i "Leoni della Teranga" hanno sfilato orgogliosamente con il trofeo della Coppa d'Africa 2026 tra le mani, ignorando deliberatamente la sentenza della CAF che, solo pochi giorni prima, aveva ufficialmente revocato loro il titolo per assegnarlo al Marocco. Un gesto di sfida che ha infiammato i social, dove i tifosi hanno diviso l'opinione pubblica tra chi grida allo scandalo e chi ammira il "livello di provocazione" mostrato dalla federazione senegalese.
Dal trionfo sul campo al ribaltone a tavolino
Per capire come si sia arrivati a questo punto, bisogna tornare alla tesissima finale di Rabat dello scorso gennaio. Sul punteggio di 0-0, l'arbitro aveva concesso un rigore al Marocco allo scadere del tempo regolamentare. In segno di protesta, il CT del Senegal aveva ordinato ai suoi giocatori di abbandonare il campo, provocando una sospensione di ben 17 minuti. Nonostante il rientro in campo - con il rigore sbagliato da Brahim Diaz e la successiva vittoria del Senegal ai supplementari per 1-0 - la CAF ha accolto il ricorso del Marocco a metà marzo. Applicando rigidamente il regolamento sulla rinuncia al gioco, l'organo di governo ha trasformato il risultato in un 3-0 a tavolino per il Marocco, incoronandolo campione "postumo" 58 giorni dopo la finale.
La battaglia legale al TAS e le "due stelle" sulla maglia
La reazione della Federcalcio senegalese (FSF) è stata durissima. Il presidente Abdoulaye Fall ha definito la decisione "la più grande rapina amministrativa nella storia dello sport" e ha immediatamente presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna. La parata di Parigi non è stata dunque solo una celebrazione, ma una dichiarazione politica: il Senegal è sceso in campo con una maglia celebrativa che sfoggiava due stelle sopra lo stemma (una per il titolo del 2021 e una per quello "conteso" del 2026), rifiutandosi categoricamente di restituire il trofeo fisico. Mentre il Marocco attende che la giustizia sportiva confermi la propria vittoria burocratica, i Leoni della Teranga continuano a considerarsi gli unici, legittimi campioni d'Africa.