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21/03/26, 09:02

Il ritorno di Luka Jovic, "divinità" ad Atene: "Gli allenatori prima non mi capivano"

Luka Jovic rinasce all'AEK Atene: con 19 gol stagionali, l'ex Real Madrid torna in Spagna per la Conference League e lancia una frecciata ai suoi ex allenatori.

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Luka Jovic, attaccante dell'AEK Atene (Shutterstock)

C’è stato un momento, nell'estate del 2025, in cui la carriera di Luka Jovic sembrava destinata a un lento declino verso la periferia del calcio spagnolo. L'attaccante serbo era a un passo dal Real Oviedo, ma l'operazione sfumò per motivi economici: "Sarebbe stato folle ipotecare il club per lui", dichiarò il proprietario Jesús Martínez. Oggi, quella "follia" ha un sapore diverso. Jovic ha scelto di rifugiarsi in Grecia, all'AEK Atene, per ritrovare serenità lontano dalle pressioni dei cinque principali campionati europei. Una scelta che lo ha elevato in cima all'Olimpo degli dei del calcio ellenico, trasformandolo nel trascinatore assoluto della squadra di Marko Nikolic.

Numeri da urlo e il ritorno a Madrid

I dati parlano chiaro: Jovic sta vivendo la sua miglior stagione dal 2019, l'anno che convinse il Real Madrid a sborsare 63 milioni di euro per strapparlo all'Eintracht. Con 19 gol in 36 partite (di cui 15 in campionato), il serbo è in piena corsa per il titolo di capocannoniere, tallonando El Kaabi dell'Olympiacos. Grazie alle sue reti, l'AEK sogna un clamoroso double nazionale, ma l'appuntamento più suggestivo è fissato in Conference League. Jovic tornerà infatti a Madrid per affrontare il Rayo Vallecano nei quarti di finale, una sfida dal sapore di rivincita per chi, nella capitale spagnola, non è mai riuscito a brillare davvero.

La frecciata agli ex: "Non mi capivano"

Oltre ai gol, Jovic ha ritrovato la voglia di parlare e di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. In un'intervista a Mozzart Sport, l'attaccante ha spiegato il segreto della sua rinascita, lanciando un messaggio neanche troppo velato ai suoi passati tecnici: "Non sono uno che aspetta il pallone in area, preferisco partecipare al gioco e abbassarmi. In passato, alcuni allenatori non mi vedevano così e questo non mi favoriva". Ad Atene, dopo un inizio difficile dovuto alla mancanza di preparazione, il serbo si sente finalmente valorizzato. Il suo "poker" rifilato al Panathinaikos di Rafa Benítez resta il punto più alto di un'annata magica che lo ha riportato ai livelli di un tempo.