02/01/26, 17:13
Il paradosso Maresca: fa meglio di Arteta, ma il Chelsea vuole di più
Enzo Maresca lascia il Chelsea dopo lo scontro con la proprietà, ma i numeri sono tutti dalla sua parte: nella sua avventura con i Blues ha fatto meglio di Mikel Arteta con l'Arsenal
Il paradosso Maresca: fa meglio di Arteta, ma il Chelsea vuole di più
L’addio di Enzo Maresca dal Chelsea ha scombussolato il calcio inglese. Il motivo non è solo per il rendimento della squadra londinese che, nonostante qualche passo falso, è difficile da criticare. Ma per la differenza di vedute tra l’azionariato dei Blues e lo staff tecnico. Vincitore nella passata stagione di una Conference League e di un Mondiale per Club, il Chelsea quest’anno aveva l’obiettivo di dare continuità al proprio percorso, cercando di raggiungere le vette più alte dell’Inghilterra nei prossimi anni. Per lo meno questo era quello che credeva Enzo Maresca. Nelle ultime settimane dall’alto della piramide dirigenziale del club sono arrivate voci discordanti da parte di Behdad Eghbali. L’azionista di maggioranza ha espresso la propria insoddisfazione per il lavoro di Maresca e, soprattutto, per i risultati ottenuti, spianando la strada per uno scontro conclusosi con una frattura insanabile tra le parti.
La situazione del Chelsea
Maresca lascia il Chelsea in quinta posizione, a tre punti di distanza dalla zona Champions League, attualmente occupata da un’Aston Villa atomico (11 vittorie consecutive, prima della sconfitta per 4-1 contro l’Arsenal). In 19 partite i Blues hanno segnato 32 gol (terzo miglior attacco della Premier League) e ne hanno subiti 21 (quarta miglior difesa). Il percorso è stato buono, fino a oggi anche in Champions League. Nella massima competizione europea il Chelsea è in 13° posizione, in piena lotta per l’accesso diretto agli ottavi di finale. Sono solo due i punti che distanziano l’ormai ex squadra di Maresca dalle prime otto posizioni, a conferma di come tutto sia ancora in bilico.
I numeri di Maresca con il Chelsea
A render merito al percorso fatto da Enzo Maresca, però, sono soprattutto i numeri ottenuti nell’ultima stagione e mezza: dal suo arrivo sulla panchina del Chelsea, fino alle dimissioni. In 90 panchine complessive, Maresca 55 vittorie, 15 pareggi e 20 sconfitte. In questo lasso di tempo ha anche vinto la Conference League, come già evidenziato, e un Mondiale per Club soffiato al Paris Saint Germain, costretto a dover rinunciare all’en plein di trofei per colpa di Palmer e compagni. I numeri sono indiscutibilmente ottimi se si considera il compito di Maresca: quello di gettare le basi per la rinascita del Chelsea e, di conseguenza, un suo ritorno sulle vette della Premier.
Il confronto con Arteta
Un cammino simile a quello che ha svolto e sta svolgendo Mikel Arteta all’Arsenal. L’allenatore spagnolo, anche lui allievo di Pep Guardiola, nella prima parte della sua avventura londinese, però, ha registrato numeri addirittura inferiori al collega italiano. Se prendiamo in considerazione le prime 90 panchine di Arteta con i Gunners, infatti, si contano 48 vittorie (7 in meno di Maresca), 16 pareggi e 26 sconfitte (6 in più del Chelsea). Questo non significa, ovviamente, che Maresca sarebbe riuscito a replicare o a migliorare il percorso di Arteta ma che da parte del Chelsea è mancata la componente fiducia, fondamentale per portare a compimento il primo, reale e realistico obiettivo.