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Premier League

16/12/25, 09:16

Il mistero del settore ospiti: perché Newcastle e Sunderland allontanano i tifosi avversari

Dimenticate le solite curve. A St James' Park e allo Stadium of Light, il viaggio per tifare la squadra avversaria è una vera e propria scalata.

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Il mistero del settore ospiti: perché Newcastle e Sunderland allontanano i tifosi avversari

Quando si parla di calcio inglese, l'atmosfera è sacra. È per questo che, prima della stagione 2017-18, la Premier League aveva introdotto una direttiva chiara: i tifosi ospiti devono avere almeno una sezione di posti situata a bordo campo, il cosiddetto pitchside. L'obiettivo? Intensificare l'elettricità del momento, massimizzando il rumore e la reazione al gol, come da desiderio dell'allora presidente Richard Scudamore.

Ma nel Nord Est, due club si sono arroccati in una posizione unica, rendendo l'esperienza del tifoso in trasferta più simile a un'escursione alpina che a una domenica allo stadio: Newcastle United e Sunderland.

I "picchi" del tifo inglese

Chi ha visitato il St James' Park sa bene cosa significa. I tifosi avversari vengono alloggiati nelle alture dello stadio, un viaggio che richiede, secondo la leggenda, circa 140 gradini. Il risultato è una vista spettacolare della città, ma una sensazione di distacco quasi siderale dal rettangolo verde.

Il Sunderland, al suo ritorno in Premier League, si trova nella stessa situazione allo Stadium of Light, dove i visitatori sono posizionati strategicamente in alto. In teoria, il Sunderland dovrebbe adeguarsi alla regola del pitchside entro la stagione 2026-27, a meno che non riesca a ottenere la stessa e perenne deroga concessa al Newcastle sin dalla sua promozione nel 2017.

La priorità è la sicurezza: meno atmosfera, più controllo

Se c'è chi sussurra di un vantaggio strategico – è difficile per i canti avversari farsi sentire da quell'altezza – la motivazione ufficiale e più solida è una sola: la sicurezza.

Spostare il settore ospiti a livello del campo non sarebbe solo un incubo logistico, costringendo circa 3.000 abbonati per club a traslocare. Rappresenterebbe soprattutto un rischio per l'ordine pubblico, una priorità assoluta per le autorità locali e i servizi di emergenza.

Newcastle: Il Consiglio Comunale di Newcastle ha spiegato che la segregazione dei tifosi in uscita dallo stadio, resa possibile dall'attuale posizione sopraelevata, è cruciale per la sicurezza. Un accordo accettato anni fa dalla Premier League stessa.

Sunderland: Analogamente, il Consiglio di Sunderland, in accordo con gli esperti di sicurezza, ha confermato che la posizione storica offre benefici significativi in termini di gestione delle emergenze e segregazione. Non a caso, allo Stadium of Light, le precauzioni sono estreme: ai tifosi ospiti è vietato portare monete, sigarette elettroniche o power bank per evitare che diventino proiettili contro la folla sottostante.

Insomma, in questi stadi del Nord Est, la logica della sicurezza vince sull'imperativo dell'atmosfera "ravvicinata" voluto dalla Premier League.

Il precedente che fa gola a tutti

La singolare posizione di Newcastle e Sunderland ha suscitato l'interesse, e forse l'invidia, di altri club. Non è raro, infatti, che altri dirigenti sognino di poter allontanare i tifosi avversari per migliorare l'esperienza dei propri sostenitori.

Paul Barber, amministratore delegato del Brighton, ha candidamente ammesso nel 2022 di star esplorando l'idea di spostare il proprio settore ospiti, ironizzando sul fatto che il Newcastle fosse riuscito in qualche modo a "farla franca".

Mentre il Newcastle valuta la possibilità di un nuovo stadio, un progetto che dovrà per forza di cose affrontare la disposizione dei settori, e il Sunderland promette consultazioni con i propri abbonati, il "Muro di Segregazione" del Nord Est resta uno dei punti più distintivi e controversi del panorama calcistico inglese.