Il "metodo Southgate": i segreti culinari e psicologici che Thomas Tuchel dovrebbe ereditare
Tim De’ath, storico chef della nazionale inglese, rivela i dettagli maniacali della gestione di Gareth Southgate tra psicologia, comfort food e regole ferree.

Gareth Southgate, ex Commissario Tecnico dell'Inghilterra (Shutterstock)
Dietro i grandi successi sportivi si nascondono spesso dettagli invisibili agli occhi del pubblico, legati alla gestione quotidiana del gruppo e alla creazione di uno spirito di squadra autentico. A svelare i retroscena di uno dei cicli più significativi della nazionale inglese è Tim De’ath, storico chef dei Three Lions per ben undici anni. Attraverso i suoi ricordi, emersi anche in occasione del lancio della nuova serie drammatica della BBC Dear England, lo chef ha tracciato un ritratto inedito di Gareth Southgate, definendolo un vero e proprio "genio" della gestione umana e un esempio meticoloso che il nuovo commissario tecnico, Thomas Tuchel, farebbe bene a seguire in vista dei prossimi Mondiali.
Rivoluzione a tavola: addio ai clan e stop ai telefoni
Quando Southgate ha assunto la guida dell'Inghilterra, l'ambiente era reduce dal trauma dell'eliminazione a Euro 2016 per mano dell'Islanda. Uno dei primi interventi del tecnico ha riguardato proprio la disposizione della sala da pranzo, un luogo precedentemente frammentato. Sotto le gestioni passate, infatti, i calciatori tendevano a dividersi rigidamente in base ai club di appartenenza, creando storici tavoli separati tra i blocchi di Manchester United, Chelsea e Liverpool. Southgate ha rivoluzionato questa abitudine imponendo una disposizione che mescolasse i giocatori di squadre diverse. Per favorire il dialogo e la coesione, ha inoltre vietato l'uso dei telefoni cellulari all'interno del ristorante e proibito la musica di sottofondo durante i pasti.
Il valore dei comfort: dalle foto di famiglia alle Haribo
L'attenzione di Southgate per l'aspetto psicologico si rifletteva nella cura quasi maniacale degli ambienti, trasformando i ritiri in spazi accoglienti e stimolanti. Lo chef ha raccontato che il CT faceva personalizzare le stanze dei calciatori inserendo le foto delle loro famiglie per farli sentire a casa. La sala da pranzo veniva addobbata con fiori per ricalcare lo stile di un ristorante d'alta classe, alternando serate a tema come vere e proprie cene in trattoria italiana. Non mancava poi un angolo dedicato ai "comfort di casa", un bar rifornito con snack molto amati dai giocatori tra cui i celebri dolcetti Jaffa Cakes, biscotti tradizionali e persino caramelle Haribo, utili a stemperare la tensione dei lunghi ritiri.
Il confronto con il passato e la sfida per Thomas Tuchel
L'approccio di Southgate si è rivelato diametralmente opposto rispetto a quello dei suoi predecessori. De’ath ha ricordato come Fabio Capello avesse imposto regole rigide vietando categoricamente ketchup e maionese, mentre sotto la guida di Roy Hodgson l'organizzazione logistica al Mondiale del 2014 in Brasile si rivelò fallimentare, con un hotel inadeguato e la mancanza dei cibi ordinati per la squadra. Southgate, forte anche del suo doloroso passato da calciatore legato al rigore sbagliato a Euro '96, ha saputo toccare le corde giuste dei giocatori mostrando la propria vulnerabilità. Ora la palla passa a Thomas Tuchel: per la Coppa del Mondo che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada, l'Inghilterra farà base a Kansas City. La sfida per il tecnico tedesco sarà ricreare quella stessa atmosfera familiare in un ritiro che, in caso di percorso netto, terrà i calciatori lontani da casa per quasi sette settimane.