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Bundesliga

16/03/26, 16:36

I Re d'Europa: chi ha vinto almeno 4 dei top campionati d'Europa?

Scopri chi sono i quattro calciatori che sono riusciti a vincere un campionato in almeno 4 paesi diversi in Europa e chi invece è prossimo al traguardo.

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Credits: GolDisegnati

Se vincere un campionato è già di per sé un’impresa titanica e vincerne più di uno con la stessa squadra addirittura una prodezza riuscita a pochi eroi, riuscire a conquistare più campionati in Paesi diversi è un traguardo sportivo che vale un posto nella storia del calcio. Tra tutte le principali leghe del globo, si contano sulle dita di una mano i valorosi a potersi fregiare di un poker vincente di campionati, con il cerchio che si riduce ancora di più se si pone attenzione unicamente alle massime divisioni del Vecchio Continente.

Siamo andati alla ricerca dei nomi di questi fatidici campioni, astri del calcio capaci di valicare limiti geografici per imporsi sugli avversari e portarsi a casa titoli in tutto il Continente. La lista non è lunghissima, ma pochi calciatori bastano per delineare la storia del calcio contemporaneo e restare negli annali dei migliori del mondo. Una curiosità? Tutti loro sono passati per il campionato olandese, l’Eredivisie, un vero e proprio incubatore di fenomeni pluripremiati.

Oltre al campionato olandese, le leghe che abbiamo usato come riferimento per la nostra lista sono i principali campionati europei, ovvero Serie A, Premier League, Ligue 1, La Liga e Bundesliga.

1. Zlatan Ibrahimovic (Olanda, Italia, Spagna e Francia)

La vita e la carriera di Ibra rappresentano una vera e propria storia di riscatto su cui si è anche girato un docu-film. Nasce a Malmö, nella Svezia meridionale, da genitori immigrati che si separano quando lui ha solo 2 anni. La sua infanzia e adolescenza trascorrono tra bullismo, risse e furti, a cui si aggiunge anche la perdita del fratello maggiore avvenuta nel 2014. Zlatan debutta professionalmente nel 1999 e parte dalla sua squadra di casa, il Malmö FF in Allsvenskan, da lì è stato un susseguirsi di squadre e contratti stellari, basti pensare che ai tempi dell'Inter, con un ingaggio da 12 milioni di euro a stagione, è stato il calciatore più pagato al mondo.

Otto le altre squadre in curriculum per Ibracadabra: Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint-Germain, Manchester United, LA Galaxy e alla fine di tutto, il romantico e grandioso ritorno in rossonero, in cui ha condotto il Diavolo verso il suo diciannovesimo scudetto nella stagione 2021/2022.

Zlatan Ibrahimovic ha giocato ben sette Paesi nel corso della sua carriera, aggiucandosi il titolo in quattro di essi. L'inimitabile svedese ha iniziato con due trionfi in Eredivisie con l'Ajax, poi ha vinto tre scudetti consecutivi con l'Inter. È seguito il successo in Liga con il Barcellona, prima che Zlatan conquistasse il quinto titolo consecutivo con tre club, aggiudicandosi la medaglia di vincitore della Serie A con i rossoneri.

Sono seguiti quattro titoli consecutivi in Ligue 1 con il PSG, e ha concluso la sua carriera con un altro scudetto al Milan nel 2021/22.

2. Arjen Robben (Olanda, Inghilterra, Spagna e Germania)

Non serve essere degli espertissimi di pallone per ricordare l’iconicità della Finta di Robben. Una mossa che era diventata così famosa da essere prevedibile, ma la rapidità con cui Robben riusciva a eseguirla, rendeva praticamente impossibile vedere la palla e reagire per tempo. Eroe del Bayern Monaco, Arjen Robben è uno di quelli che è facile chiamare fenomeno. Con il Bayern Monaco ha vinto tutto: otto titoli di lega, cinque Coppe e quattro Supercoppe di Germania, una supercoppa UEFA e una Champions League nel 2013. Era diventato una vera e propria bandiera per i tifosi bavaresi, ma il suo talento non si è assolutamente limitato alla Germania.

Arjen Robben è stato uno dei migliori esterni di tutti i tempi, dominando per molti anni anche nei Paesi Bassi, Inghilterra e Spagna. Il suo primo successo arriva nella stagione 2002/2003, quando il PSV Eindhoven vinse quello che era il suo diciassettesimo titolo nazionale, staccando di un solo punto l’Ajax secondo. Nelle due stagioni successive continua la striscia di trionfi con il Chelsea, vincendo consecutivamente nella stagione 2004/2005 e 2005/2006. Il biennio 2008/2009 è quello che l’ha visto arrivare al successo con il Real Madrid di Schuster.

Ma è nel 2009 che inizia il sodalizio più grande della sua vita, quello con il Bayern, società a cui è stato legato per un intero decennio in un’unione che andava ben oltre l’aspetto professionale. «Ho 30 anni e non penso proprio che andrò in un altro campionato. Credo che rimarrò qui ancora per un bel po'». A nulla sono servite le sirene di altri campionati, Arjen era del Bayern.

3. Maxwell (Olanda, Italia, Spagna, Francia)

La storia di Maxwell Scherrer Cabelino Andrade si intreccia a doppio giro con quella di un altro campione di cui abbiamo appena narrato le gesta: Ibrahimovic. Per gran parte della sua carriera, il terzino brasiliano è stato un compagno di viaggio per Ibra e la loro storia passa anche per la Serie A.

Con 37 premi in bacheca, fino al 2017 il brasiliano era il calciatore più premiato di sempre. Le sue radici calcistiche affondano nel Cruzeiro, prima del lungo capitolo all'Ajax durato dal 2001 al 2006. Ma fu proprio in Olanda che l'Inter lo scoprì, portandolo a Milano a parametro zero nell'estate del 2006. Le norme sugli stranieri extracomunitari costrinsero però il club nerazzurro a girarlo temporaneamente all'Empoli a gennaio, prima di integrarlo definitivamente in rosa.

Ma cosa c’entra e perché Ibrahimovic è così rilevante nella storia del brasiliano? I due hanno condiviso ben 4 squadre. La loro prima esperienza insieme è stata nell’Ajax stagione 2001/2002, anno in cui oltre allo scudetto, vinsero insieme anche la Coppa d’Olanda. Dopo quell’esperienza Maxwell e Ibrahimovic si sono ritrovati tra le fila dell’Inter in Serie A e - dopo una breve separazione, durante la quale per Maxwell arrivano i titoli in blaugrana - si sono ritrovati a Parigi, trionfando in Ligue 1 per due volte. Il PSG è stato l’ultimo club dove il brasiliano ha giocato prima di ritirarsi dal calcio giocato ed entrare nel direttivo del club parigino.

Tra gli altri (tantissimi!) premi in carriera anche: una Coppa del Brasile, 2 Coppe d'Olanda, 2 Supercoppe d'Olanda, 2 Supercoppe italiane, 3 Supercoppe di Spagna, 4 Supercoppe di Francia, 4 Coppe di Lega francesi, 3 Coppe di Francia, una Champions League, 2 Supercoppe UEFA e 2 Mondiali per Club.

4. Mark van Bommel (Olanda, Germania, Spagna, Italia)

Secondo olandese della quaterna, un altro simbolo del Bayern di Monaco, un giocatore così tanto simbolico da essere diventato il primo capitano non teutonico della squadra bavarese. Nato a Maasbracht, provincia del Limburgo, è proprio lì che muove i suoi primissimi passi nel mondo del calcio negli anni ‘80, gli anni in cui il calcio Oranje vedeva ancora in attività Gullit e Van Basten.

Testardo, schietto e combattivo, Van Bommel era una macchina da contrasti e un esperto nel recuperare palloni, ma come tutti i fuoriclasse, poteva vantare anche un'ottima varietà di passaggi e un tiro potente, essendo stato uno specialista dei calci di punizione ai tempi del PSV, squadra che lo ha accolto dopo il suo debutto in massima divisione col Fortuna Sittard. La sua prima vittoria arriva nella stagione ‘99/’00, proprio a Eindhoven, squadra con cui resterà fino al 2005 vincendo 4 titoli consecutivamente.

Da lì in poi è un tour di vittorie: Barcellona, Bayern Monaco e Milan, vince un campionato in tutte e tre le leghe (in Bundesliga addirittura due volte), prima di tornare per un’ultima volta a casa col PSV nel 2012/2013 e dare il suo commiato al calcio giocato. Mark tornerà poi al PSV, ma da allenatore: il 22 giugno 2013 viene annunciato come sostituto all’uscente Philip Cocu.

La sua dedizione è stata una delle caratteristiche che più l’hanno contraddistinto nel corso della sua carriera. In un’intervista a Voetbalzone (uno dei più importanti siti di news sportive olandesi, NdR) ha dichiarato: «Non puoi permetterti di rallentare. Se non rendi, sei fuori. Solo chi ha costanza e mentalità da vincente resta nelle grandi squadre per tanti anni».

A qualcuno manca pochissimo…

Allo stato attuale, nessun giocatore ancora in attività è ancora riuscito a raggiungere il poker di campionati, ma ci sono diversi nomi che ci sono andati davvero molto vicino. L’esempio più eclatante è sicuramente Cristiano Ronaldo.

CR7, che attualmente gioca nell’Al Nassr in Arabia Saudita, è riuscito a vincere solo tre dei grandi campionati europei. La sua storia di successi inizia dal Manchester United, con cui ha vinto tre volte la Premier League, nel 2006-2007, nel 2007-2008 e nel 2008-2009. Successivamente, sono arrivati i trionfi in Liga spagnola, campionato vinto per due volte insieme al Real Madrid nelle stagioni 2011-2012 e 2016-2017. Ultime, ma sicuramente non per importanza, le vittorie in Serie A con la Juventus: la prima con Allegri nel 2018/2019, la seconda con Sarri nel biennio 2019/2020. Non ci sono notizie di un ritorno nel Vecchio Continente per Ronaldo, ma chissà, se come altri grandi campioni non deciderà di tornare “a casa” per un ultimo ballo prima del ritiro.

Tra i quasi-pokeristi che hanno trovato successo in Italia c’è anche Brahim Diaz, ancora attivo in Spagna tra le fila del Real Madrid. L’ispano-marocchino ha vinto complessivamente 4 titoli: il primo in Premier League col Manchester City (2017/2018). In Liga spagnola sono arrivati due successi col Real Madrid, il primo nel 2019/2020 e il secondo - il più recente della sua carriera - nella stagione 2023/2024. In Italia, infine, ha vinto la stagione 2021/2022 della Serie A insieme al Milan allora allenato da Pioli.

Infine, ultimo della terna, c’è Joao Cancelo, difensore e centrocampista attualmente al Barcellona. Il portoghese si è aggiudicato - finora! - tre campionati diversi. Il suo primo successo è condiviso con Cristiano Ronaldo alla Juventus nel 2018/2019. Dal 2020 al 2022 sono arrivati due titoli di Premier consecutivi, vinti con il Manchester City di Guardiola mentre l’ultimo, nella stagione 2022/2023, è arrivato in Bundesliga con il Bayern Monaco.

Chi sarà il prossimo ad aggiungersi all’albo d’oro dei pokeristi? Sarà uno dalla lista dei quasi o arriverà un colpo a sorpresa da un insospettabile nei prossimi anni? Noi sicuramente, ci auguriamo che chiunque sarà, riesca a passare per l’Italia e la Serie A.