Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC: inizia l'era della ricostruzione del calcio italiano
Giovanni Malagò è stato eletto presidente della FIGC con una larga maggioranza. L'ex numero uno del CONI raccoglie la sfida di rifondare la Nazionale

Giovanni Malagò, presidente della FIGC (Shutterstock)
La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha scelto la sua nuova guida per uscire dal momento più buio della sua storia recente. Giovanni Malagò, 67 anni, è stato eletto questo lunedì alla presidenza della FIGC con una netta maggioranza, raccogliendo il 68,58% dei suffrages e superando lo sfidante Giancarlo Abete. L'imprenditore romano ed ex numero uno del CONI (nonché reduce dal successo organizzativo dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026) succede a Gabriele Gravina, dimessosi ad aprile. "Da solo non posso fare nulla, ma insieme a voi posso fare tutto", sono state le prime parole pronunciate da Malagò davanti all'assemblea dei votanti, delineando subito lo spirito di coesione necessario per la sua imminente gestione.
Il nodo ct e il clamoroso scenario del ritorno di Mancini
Il compito che attende il neopresidente si preannuncia titanico, a partire dalla ricostruzione morale e tecnica della Nazionale maggiore. L'Italia sta infatti assistendo da spettatrice ai Mondiali 2026, segnando la terza, drammatica assenza consecutiva della selezione azzurra dalla fase finale del torneo dopo i fallimenti del 2018 e del 2022. Con Silvio Baldini (attuale ct dell'Under 21) che ha guidato la squadra ad interim nelle amichevoli di giugno, la prima grande priorità di Malagò sarà l'ingaggio di un commissario tecnico di spessore. Nelle ultime ore, i media italiani stanno rilanciando con insistenza una clamorosa ipotesi: il ritorno in panchina di Roberto Mancini, già alla guida dell'Italia tra il 2018 e il 2023 e artefice del trionfo a Euro 2020.
Riforma dei giovani e sostenibilità economica: il piano Malagò
Oltre alla scelta del nuovo selezionatore, il programma di Malagò punta a scardinare i problemi strutturali del nostro sistema calcistico. Al centro del progetto c'è il rilancio definitivo della formazione dei giovani talenti: il nuovo presidente intende facilitare il percorso dei ragazzi dai vivai alla Serie A, potenziando il sistema delle seconde squadre sul modello internazionale. Tra gli altri punti cardine del mandato figurano il risanamento e la sostenibilità economica dei club della massima serie, una profonda riforma della Lega Nazionale Dilettanti e lo sviluppo strutturale del calcio femminile, tappe fondamentali per restituire credibilità e competitività all'intero movimento.