Eredivisie salva: il tribunale respinge il ricorso del NAC Breda ed evita il caos totale
Il tribunale di Utrecht salva l'Eredivisie: respinto il ricorso del NAC Breda sul caso passaporti. Sventato il rischio di dover rigiocare 133 partite di campionato.

Il logo dell’Eredivisie (ShutterStock)
Il calcio olandese ha rischiato un vero e proprio collasso burocratico a causa di una complessa questione di cittadinanza. Tutto ha avuto inizio con il ricorso del NAC Breda, che chiedeva di rigiocare la sfida persa per 6-0 contro i Go Ahead Eagles lo scorso 15 marzo. Il motivo? La presunta irregolarità del terzino avversario Dean James. Il giocatore, sceso in campo come titolare, aveva recentemente acquisito la cittadinanza indonesiana per rappresentare la sua nuova nazionale; secondo i regolamenti locali, questo atto avrebbe comportato la perdita automatica della nazionalità olandese e, di conseguenza, la necessità di un permesso di lavoro mai richiesto. Un cavillo tecnico che però nascondeva una bomba a orologeria per l'intero sistema.
Rischio "Effetto Domino": 133 partite nel mirino
Se il tribunale di Utrecht avesse accolto le ragioni del Breda, l'Eredivisie sarebbe precipitata in un caos senza precedenti. L'avvocato della Federazione (KNVB), Michiel van Dijk, aveva infatti lanciato un allarme drammatico durante l'udienza: il problema dell'eleggibilità non riguardava solo James, ma potenzialmente altri 25 giocatori nella stessa situazione normativa. Questo avrebbe potuto invalidare ben 133 incontri stagionali, con decine di club pronti a fare ricorso per annullare i propri risultati negativi. Marianne van Leeuwen, direttrice del calcio professionistico olandese, aveva apertamente parlato di "caos assoluto", temendo che il campionato non potesse nemmeno arrivare alla sua naturale conclusione.
La sentenza definitiva e il destino del Breda
Lunedì 4 maggio, il tribunale ha finalmente messo la parola fine alla vicenda, dando ragione alla Federazione. Secondo i giudici, la KNVB ha agito correttamente nel decidere che il match non dovesse essere rigiocato, poiché né il club né il calciatore erano consapevoli delle immediate conseguenze legali del cambio di nazionalità. La sentenza ha stabilito che la Federazione ha bilanciato ragionevolmente tutti gli interessi in gioco, privilegiando la regolarità complessiva della competizione. Per il NAC Breda, la notizia è un colpo durissimo: attualmente penultimo e a sei punti dalla zona play-out a sole due giornate dalla fine, il club vede la retrocessione ormai quasi inevitabile, dato che ha già annunciato che non presenterà ulteriore appello.